La strategia d'uso degli elementi del training rappresenta un capitolo essenziale per la scelta di quei mezzi e metodi più efficaci per produrre il più sicuro ed elevato miglioramento delle capacità impiegate dall'atleta nella prestazione di gara.
Hanno, altresì, l'importante significato di strumenti indispensabili per orientare l'allenamento verso le necessità reali dell'atleta, dando anche indicazioni verosimili sull'ipotetico risultato cronometrico che l'atleta dovrebbe ottenere.
Operazione difficile e laboriosa di una ricca raccolta di dati statisticamente probanti che deve partire nel bel mezzo della pubertà, intorno ai 16 anni, quando sono già in atto modificazioni somatiche, neuro-endocrine e psichiche che rendono più veritiere le proiezioni dello sviluppo e del consolidamento delle premesse di trasformazione.
I dati raccolti nell'età della crescita (dai 16 ai 19 anni) devono servire, più che ad emettere un giudizio sul loro valore, a controllare l'andamento dello sviluppo delle diverse capacità, al fine di approntare modelli comportamentali presunti, su basi meno effimere di riferimento. Le indicazioni che ne scaturiscono devono rappresentare un patrimonio di esperienze la cui veridicità e rispondenza alla realtà prestative dell'atleta, crescono a misura del suo sviluppo fisico, psico-nervoso ed ormonale.
Quanto si conoscerà deve essere utile non solo a giudicare la sufficienza o meno del valore, ma anche a proiettarlo nel futuro di un'ipotesi sempre migliore.
La conoscenza approfondita e dettagliata dei diversi particolari del fenomeno diventa la premessa per formulare un lavoro sostenuto dall'organizzazione e sviluppo di una “verifica sperimentale” basata sul principio secondo cui la ricchezza dei mezzi utilizzati, in conclusione porta, per un processo di sintesi, all'accumulazione degli effetti e ad un macro incremento delle prestazioni.
E’ errato convincersi che interventi specifici, ripetuti con insistenza e tedio, su poche capacità fondamentali, diano risultati maggiori di una doviziosa semina di stimoli proiettati in un futuro più produttivo. Il ricco ventaglio di mezzi articolati e proposti in una strategia deve assolvere quindi all’unico scopo di “rispondere a delle esigenze specifiche” che devono necessariamente derivare dalla conoscenza del fenomeno su cui intendiamo speculare.
Non si può assolutamente fare il contrario e cioè attendere gli effetti di somministrazioni di training basate sul “si è sempre fatto cosi”. Se sul lato biologico la questione è di per se già difficile ancor più complicata e quindi maggiore scrupolo è richiesto agli allenatori, quando la specialità è molto tecnica, i limiti alla prestazione sono molteplici, così come le domande che il coscenzioso allenatore dovrà porsi.