Analisi della finale dei 400 donne a Berlino

Sanya Richards a Berlino, vincendo la medaglia d'oro nei 400, si è confermata regina indiscussa del giro di pista.

Una buona condotta di gara, con un passaggio ai 200 di 23”50 per lei che vanta un personale di 22”17 (Stoccarda 2006) ed una miglior prestazione stagionale di 23”03 corsa a Carson in maggio con 1,9 di vento contrario.

Chiude il secondo tratto di 200 metri in 25”50.

Il differenziale fra le due frazioni (2”00) buono ma perfettibile, lascia intuire i possibili margini di miglioramento di questa grande atleta ma anche i suoi attuali limiti.

Se fosse riuscita a completare la prova con un differenziale simile a quello di alcune sue avversarie della finale - diciamo 1,70 -, avrebbe probabilmente eguagliato il personale di 48”70 stabilito ad Atene nel 2006.

Questo eprò sarebbe stato possibile solo se la sua velocità di base fosse stata elevata almeno quanto fatto registrare nel 2006.

L'elemento che non ci consente di stabilire se il primo tratto di 200 metri sia stato equilibrato è il reale ed attuale valore sui 200 in gara secca in assenza di vento.

Il vento contrario di 1,9 in occasione del personale stagionale ci consente solo di stimare quanto efficente possa essere stata la sua cilindrata.

Se stimiamo in 22.70 il valore dei 200 metri al netto del vento contrario, possiamo renderci conto di come Sanya abbia veramente fatto il possibile in quel di Berlino, ma non si intuisce come mai a distanza di tre anni la sua velocità si sia cosi' drasticamente ridotta.

La qualità di un 400sta si misura oltre che dalla sua resistenza specifica anche e sopratutto dalla velocità di base.

Non è infatti un caso che Sanya abbia stabilito il suo primato nei 400, lo stesso anno in cui lo ha stabilito anche nei 200.

Velocità e resistenza vanno di pari passo.

Spesso si ossserva invece l'esaltazione della resistenza a discapito della velocità, nella convinzione di fare cosa "buona e giusta"; non concependo e non sapendo forse che le due qualità sono spesso complementari e non in antitesi.

Questo potrebbe forse giustificare i numerosi casi di centometristi che non corrono i duecento metri a pari valore (fatta eccezione per quelle biotipologie sfavorevoli), degli 800 metristi che non corrono mai i 400 e dei 400metristi che solo sporadicamente si misurano nella distanza più breve dei 200.

Di seguito gli split per duecento metri della finale dei 400 metri donne di Berlino

ATLETA TIME 1° SPLIT 2° SPLIT DIFF. SB 200 1° split - sb 200
Sanya Richards 49,00 23,50 25,50 2,00
23.03 (-1.9) 0.47  
Williams Shericka 49,32 23,76 25,56 1,80 22.93 (+0.6) 0.83  
Krivoshapka Antonina 49,71 23,59 26,12 2,53 non pervenuto    
Williams-Mills Novlene 49,77 24,00 25,77 1,77 non pervenuto    
Ohuruogu Christine 50,21 24,32 25,89 1,57 22.85 (+0.3) 1.47  
Dunn Debbie 50,35 23,94 26,41 2,47 22.75 (+0.0) 1.19
Kapachinskaya Anastasiya 50,53 24,39 26,14 1,75 22.92 (-0.2) 1.47
Montsho Amantle 50,65 24,47 26,18 1,71 23.64 (+0.0) 0.83

Di seguito gli split per cento metri della finale dei 400 metri donne di Berlino

ATLETA TIME 1° SPLIT 2° SPLIT 3° SPLIT 4° SPLIT tempo ai 300
% di pegg.
Sanya Richards 49,00 11,81
11,69
12,13
13,37 35,63 1.10%
Williams Shericka 49,32 12,07
11,69
12,24
13,32 36,00 1.08%
Krivoshapka Antonina 49,71 12,13
11,46 12,31
13,81 35,90 1.12%
Williams-Mills Novlene 49,77 12,36
11,64
12,18
13,50 36,18 1.10%
Ohuruogu Christine 50,21 12,56
11,76
12,44 13,45 36,76 1.08%
Dunn Debbie 50,35 12,19
11,75
12,55
13,86 36,49 1.10%
Kapachinskaya Anastasiya 50,53 12,54
11,85
12,53
13,61 36,92 1.08%
Montsho Amantle 50,65 12,38
12,09
12,58
13,60 37,05 1.08%

Nell'ultima colonna la percentuale di peggioramento dell'ultimo cento rispetto al penultimo.

 

 

Se ripeschiamo la distribuzione che la Grenot ha realizzato a Pescara in occasione del suo primato di 50"30, possiamo renderci conto di quanto accurata sia la sua condotta di gara, condotta che deve solamente consolidare nell'immediato futuro.

Libania a Pescara: 50"30

  • 12.27
  • 12.07
  • 12.04
  • 13.92

Il differenziale fra le due frazioni di 200 metri è di 1,62, con un passaggio ai  primi 200 piu' lento di 1"50 rispetto al primato stabilito in Rieti.

Solo la percentuale di peggioramento dell'ultimo 100 è un tantino alta (1.15%).