Usain Bolt: se questo è un uomo

Ventitré anni, 197 centimetri di altezza per 78 kg. di peso.

Trentasette,15 km/h di media sui 100 per un ginocchio che viaggia invece a 74,3 km/h (il doppio di quello del bacino).

Per definizione Bolt è primo.

Durante i Giochi Olimpici di Pechino 2008 Usain Bolt, nella batteria di finale dei 100m, corse più veloce dei suoi avversari “tra cui il suono, la luce e il proiettile della pistola dello starter”.

Qualche giorno dopo vinse la gara dei 200m con abbondante scarto: mentre il secondo tagliava il traguardo il giamaicano si era già tolto le chiodate e si stava facendo fare un massaggio defaticante nella sua stanza d’albergo.

Questo è Bolt.

Non è umano, o forse è semplicemente l’uomo più veloce che sia mai nato sul pianeta terra.

Nel 2009 ha esordito con alcune garette in giro per il mondo: una miglior prestazione di sempre sui 150 metri, qualche sub dieci, niente di impegnativo si intende.

Poi è giunto il tempo di cominciare a sgranchirsi le gambe.

Poiché non era sua intenzione esagerare alla prima, in quel di Losanna ha chiesto a Marte - dio del tuono e della pioggia nell’arcaica mitologia romana - di far scatenare quel giorno una tempesta che frenasse i suoi piedi troppo veloci per il resto del mondo.

E così è stato.

Ma Marte non ha fatto bene il suo lavoro perché il vento contrario (-0.9) e la pioggia che si è abbattuta sullo stadio della Pontaise non sono stati sufficienti a rallentare il giamaicano, che palesemente contrariato col dio, ha dovuto cedere all’inerzia del lanciato e archiviare la prova in 19”59.

Accortosi dell’ errore di valutazione, Marte, sul rettilineo finale, ha pure provato ha sparargli alle spalle una saetta, senza però produrre alcun effetto, se non una crisi isterica del fulmine che non riusciva a raggiungerlo.

Ho recuperato i videoclip delle due gare: quella di Losanna 2009 e quella Losanna 2008.

Con un programma di analisi è stato possibile rilevare il passaggio di Bolt ai 100 ai 150.

La distribuzione dei primi 100 è stata invece stimata considerando un differenziale di 1.20 fra le due frazioni di 50 metri.

MT 2009 2009 2009 2008 2008 2008
50 5.66 5.66 5.63 5.63
100 4.46 10.12 10.12 4.45 10.08 10.08
150 4.58 14.70 4.63 14.71
200 4.89 19.59 9.47 4.92 19.63 9.55

Escludendo le diverse condizioni atmosferiche in cui le due gare si sono svolte, i risultati cronometrici delle due frazioni sono pressoché sovrapponibili a parte un cedimento più marcato negli ultimi 50 del 2008.

La prestazione”piovosa” del 2009 sui 200 di Usain ci lascia facilmente intuire che il suo valore sui 100, in condizioni di vento normale - ad oggi - non può essere peggiore di 9”70/2.

A Berlino manca ancora un mesetto, e la condizione di Bolt, per allora, sarà alle stelle.

Chissà se quest’anno, in finale, ai mondiali lo vedremo prima arrivare e poi sentire il rumore della scia della sua corsa.

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