la programmazione neuro linguistica

La Programmazione Neuro Linguistica è un sistema sviluppato nei primi anni ’70 da Richard Bandler e dal linguista John Grinder, con il contributo di Gregory Bateson. L’idea centrale è che i pensieri, i gesti e le parole dell’individuo interagiscono al fine di creare la percezione del mondo. Modificando il sistema di credenze relativo a ciò che è la realtà esterna e a ciò che è la realtà interna, la persona può migliorare le proprie attitudini e le proprie azioni.

 

La percezione del mondo e la risposta ad esso possono essere modificate attraverso l’applicazione di alcune tecniche, amplificando i comportamenti facilitanti e diminuendo quelli indesiderati. Tuttavia, a causa di un non ancora avvenuto approfondimento scientifico ed epistemologico, la Programmazione Neuro Linguistica ha più la forma di una pratica che di una scienza. Il nome fu scelto dai creatori della disciplina per sintetizzare queste componenti:

Neuro: ogni comportamento umano è fatto di processi neurologici. Il sistema nervoso riceve stimoli dagli organi di senso e li rielabora come percezioni e rappresentazioni.

Linguistica: i processi mentali umani sono codificati, organizzati e trasformati attraverso il linguaggio. Le parole sono ponti che collegano le rappresentazioni interne del mondo con quel che accade nell'esperienza. Il linguaggio è l'espressione individuale della nostra percezione soggettiva.

Programmazione: le modalità umane di comportamento sono diverse e si fondano sulla percezione e sull'esperienza individuali. C'è una gamma predefinita di comportamenti (programmi o schemi), che funzionano in modo inconsapevole ed automatico.

La programmazione neuro linguistica è usata negli studi sulla comunicazione umana, come l'educazione, l'apprendimento, la negoziazione, la vendita, la leadership, il team-building, etc. Trova applicazione anche nei processi decisionali e creativi, nel campo medico e in quello sportivo.

Al fine di analizzare le teorie della PNL, nel 1995 un team di ricercatori del Counselling Psychology Review (CPR), una delle più prestigiose pubblicazioni al mondo sulla psicologia, ha posto sotto esame l'osservazione dei movimenti oculari al fine di ottenere informazioni su predicati verbali o scritti di un soggetto, con risultati poi rivisitati da numerose realtà accademiche.

La disciplina della PNL è ancora giovane in Italia e secondo delibera del MIUR, è stata riconosciuta come Scuola Quadriennale di Psicoterapia e quindi ricade nell'ordinaria attività clinica di tutti i disturbi in cui è prescrivibile la psicoterapia. Diverse scuole sono riconosciute ed attive in Italia e tutti gli ordini professionali oggi riconoscono la validità di tale disciplina.

Come funziona

La PNL è un modello di lettura dell’esperienza, cioè si dice che in PNL è importante "lo studio della struttura dell'esperienza soggettiva". Chi la pratica ha l’obiettivo di comprendere "come" le persone riescono a fare quel che fanno, con un’attenzione particolare per le modalità con le quali le persone fanno ciò che ci interessa. La ricerca della PNL si focalizza quindi sulle risorse messe in campo dal “modello comportamentale” allo studio per raggiungere un determinato obbiettivo ed al successivo “modellamento” su noi stessi di esse, per raggiungere il medesimo. Oltre alle risorse esterne che si ottengono con il modellamento di altre persone che hanno già raggiunto l'obiettivo che ci sta a cuore, esistono anche alcune risorse interne che già possediamo ed abbiamo utilizzato con buoni risultati in passato di fronte a determinate situazioni.

Quando c'è un problema, la risorsa che ha dato buoni risultati in passato, tramite la PNL è recuperata e trasferita allo stato presente. Ma questo è solo uno dei modi in cui è possibile ritrovare nel soggetto le risorse. Spesso ci ricordiamo "come" un amico, un parente o un conoscente, fa una certa cosa: ebbene, la PNL ci insegna "come" imparare a fare quella cosa "COME" quell' amico, parente o conoscente. Oltre a questa modalità c'è la fantasia: imparare a fare una certa cosa, come se noi l'avessimo già imparata, cioè trasportandoci del futuro ed immaginando come potremo fare quella certa cosa che desideriamo fare. Quindi le modalità percettive di apprendimento sono tre:

  • la prima posizione percettiva in cui ricordiamo una esperienza in cui la risorsa era disponibile;
  • la seconda posizione percettiva in cui un amico, un parente o un conoscente, aveva o ha quella risorsa;
  • la terza posizione percettiva in cui nel futuro noi avremo quella risorsa.

Principi guida Presupposti di base

  • Ogni comportamento è comunicazione, ovvero non si può non comunicare
  • Il buon comunicatore è responsabile al 100% dei risultati che ottiene o che non ottiene
  • Le rappresentazioni fornite dai sensi sono la base dell'esperienza soggettiva
  • È possibile individuare le ragioni del successo o dell'insuccesso di una strategia comportamentale
  • Se c'è una persona capace di fare una cosa, se ne può studiare la strategia ed insegnarla ad altre persone
  • Il significato della comunicazione è il risultato che si ottiene
  • Non è mai giusta o sbagliata, ma efficace o non efficace in relazione all'obiettivo che ci si pone
  • L'eccellenza è limitata dalla nostra percezione di ciò che è possibile e di ciò che non lo è
  • L'esperienza soggettiva ha una struttura che è possibile analizzare
  • Il comportamento fornisce informazioni su quel che sta accadendo all'interno della persona
  • Se qualcosa accade in una parte del sistema (cibernetico/umano), influenzerà tutte le altre parti del sistema
  • La flessibilità, intesa come capacità di adattare il comportamento per ottenere il risultato voluto, è una delle doti più preziose degli individui e delle organizzazioni
  • L'esperienza interna (immagini/ricordi) produce sul cervello gli stessi effetti di un'esperienza realmente vissuta.

La centralità della persona

Gli esseri umani possiedono le risorse di cui hanno bisogno. Talvolta non le hanno sviluppate o non le hanno ancora esplorate, ma sta a loro dire cosa funziona e cosa invece non funziona per raggiungere i loro obiettivi. Se si osserva il linguaggio del corpo e se si ascoltano con attenzione le parole, si può comprendere qual è il problema, qual è il sintomo, in quali modi si manifesta e come può essere affrontato. Un programmatore (operatore di PNL) competente usa le sue abilità per aiutare la persona ad esplorare la sua mappa del mondo (percezioni e convinzioni).

Le domande hanno l’obiettivo di aumentare le possibilità di pensiero e di azione della persona e lavorano sulla visione del mondo che c’è, senza mai suggerire o sovrapporre quella del programmatore. La programmazione neuro linguistica, infatti, insegna a comunicare con l’altro in modo efficace, accogliendo e rispettando la sua visione del mondo.

  • Pluralità di punti di vista
  • Una situazione può essere percepita da molti punti di vista diversi, che cambiano con le variabili prese in considerazione:chi vede che cosa
  • passato, presente, futuro
  • dentro o fuori da quel che succede (associato o dissociato)
  • quel che manifesta il corpo
  • quel che dice la persona con il linguaggio
  • ciò di cui si ha coscienza
  • ciò che accade in modo inconscio

La programmazione neuro linguistica raccoglie i diversi punti di vista e se ne prende cura. Spesso le difficoltà che incontriamo sono frutto di convinzioni che limitano le nostre possibilità di comportamento. Quando crescono le possibilità, cresce parimenti la libertà di scelta delle persone

Ecologia

In PNL ecologia significa rispetto per la persona intesa come sistema inserito in un tessuto di relazioni. Il programmatore aiuta sempre a comprendere quali conseguenze avrà per la persona il raggiungimento di un certo obiettivo. Si chiede, ad esempio, “Cosa accadrà se ottieni ciò che vuoi?”. La verifica dell’ecologia è essenziale, perché garantisce che l’effetto di un cambiamento sia compatibile con il benessere della persona considerata nel suo complesso.

Etica e PNL

La programmazione neuro linguistica, nel corso del tempo, ha elaborato una varietà di tecniche e ha individuato metodi e chiavi di lettura che aiutano a comprendere la struttura della comunicazione umana. La distinzione tra gli strumenti e l’uso che se ne fa è essenziale, perché mette in luce la relazione tra PNL ed etica personale. La storia della PNL ha radici nel pragmatismo, quindi guarda al risultato di ciò che propone. In ogni caso, il risultato deve abbracciare il rispetto per l’essere umano ed avere come obiettivo la libertà e il benessere della persona.

Per ciò che concerne l'idea di "manipolazione" è bene ricordare quanto Milton Erickson in persona rispondeva a tali "accuse"...affermando che tutti ci " manipoliamo" per diverse ragioni e spesso a fin di bene...come la madre che accudisce i suoi figli e trasmette modi, pensieri, valori, come il docente...con i suoi allievi, come chi si ama e vuole far partecipare l'altro al suo modello del mondo. Tuttavia, il fatto di non avere definito e regolamentato il proprio corpo di conoscenze e strumenti attraverso l’imposizione di standard di comportamento e di un codice etico di utilizzo, è ritenuto un punto di debolezza anche da diversi trainers di PNL. (Fonte La programmazione neuro linguistica - Wikipedia)