avviamento precoce all'attività agonistica

Prendendo in considerazione i tempi e i modi dell'avviamento all'attività sportiva, possiamo porre alcune semplici, ma significative domande:

 

1.  I bambini devono cominciare presto a fare sport?

2.  È necessario specializzarli sin dall’inizio?

3.  Si possono somministrare ai bambini carichi di lavoro elevati ?

4.  L’attività fisica fa sempre bene?

5.  L’attività sportiva fa sempre bene?

Alcuni dati ci pervengono da un'indagine effettuata dalla federazione Italiana Nuoto su un campione di atleti agonistici: nel 1997 erano cosi' suddivisi: dagli 8 ai 13 anni l'85% superiori ai 13 anni il 15%. L'indagine rilevò che fra i finalisti ai campionati italiani assoluti solo il 3% erano già stati vincitori ai campionati giovanili e solo l'8% andato a podio.

 

Si desume che il 92%  di quelli che hanno vinto nelle categorie giovanili non ha conseguito risultati nei campionati assoluti  (o abbandona) e di conseguenza, quasi sempre chi - nel nuoto - raggiunge risultati nella fase di maturità atletica non era  un “vincente” da piccolo.

analoghe considerazioni si possono tarrre da quello che accade nella nostra disciplina.

 

Raramente i grandi talenti giovanili hanno trovato pari spazio e prestigio nelle categorie assolute. Quanti, per sesempio, dei finalisti ai recenti campionati italiani, da piccoli erano considerati dei fenomeni?; quale puo' essere la spiegazione di questa forbice?

 

E' possibile ipotizzare che l'abbandono precoce (che spesso si identifica col "blocco" prestativo) incida notevolmente su questo fenomeno. Le cause di abbandono precoce possono essere sintetizzate in:

 

MODIFICAZIONI MORFOLOGICHE SFAVOREVOLI (precocità maturativa utile oggi ma dannosa domani; trasformazioni adolescenziali, parametri antropometrici sfavorevoli); in realtà, anche i precoci dovrebbero emergere se non fosse trascurata la formazione coordinativa, che non è recuperabile.


SPECIALIZZAZIONE PRECOCE (problemi di tecnica per eccessiva stabilizzazione, lavoro eccessivo e/o stereotipato; problemi psicologici del “successo precoce”; stress da allenamento e/o gara)

 

  • ECCESSO DI CARICO DI LAVORO richieste inadeguate a capacità e disponibilità.
  • COMPETIZIONI INADEGUATE eccesso di selettività criteri e modelli di scelta troppo simili a quelli degli adulti
  • ECCESSO DELL’ IMPORTANZA ATTRIBUITA ALLA QUANTITÁ RISPETTO ALLA  QUALITÁ (“troppo = male”)
  • ASPETTI PSICOLOGICI (mancanza di successo; mancanza di gioco e divertimento; lavoro e sacrificio” invece di “sfida e piacere”; pressioni ed aspettative eccessive da famiglia e tecnici; frustrazioni dfovute per esempio a cambi di categorie agonistiche)
  • CAUSE ESTERNE (occasionali come un cambio residenza; problemi scolastici..… allora non fai sport!!; problemi di salute; problemi logistici; tentazioni ambientali ed affettive)

RIMEDI ALL’ABBANDONO PRECOCE

 

  • CULTURA DELLO SPORT DEI BAMBINI (non sono degli adulti-atleti piccoli!)
  • MULTILATERALITÀ DELL’ALLENAMENTO
  • RITARDO NELLA SPECIALIZZAZIONE
  • IMPOSTAZIONE DELL’ALLENAMENTO SU BASE PLURIENNALE
  • IN PRATICA
  • FORMAZIONE DI BASE MULTILATERALE (gamma più ampia possibile di esperienze motorie)
  • PROGRESSIVITÀ DEI CARICHI
  • RECUPERI AMPI
  • CAUTELA NEI CARICHI DI FORZA RAPIDA
  • AMPIA GAMMA DI ESERCIZI DI COORDINAZIONE A DIFFICOLTÀ CRESCENTE
  • IMPOSTAZIONE LUDICA CON FREQUENTI RINFORZI POSITIVI