la tecnica di corsa veloce
Valery Borzof - forte velocista sovietico - dominò la scena della velocità mondiale per oltre un decennio. Era disarmante la facilità e la disinvoltura con cui l'atleta riusciva ad armonizzare tutti i movimenti che concorrono a realizzare la "spinta" che consegue all'impulso propulsore: osserviamo quindi (ben visibile anche nel finale dei 200) il rimbalzo-raddrizzamento del piede e dell'arto portante; la flessione-sollevamento, fino all'orizzontale, della coscia dell'arto oscillante e l' oscillazione alternata e sufficientemente ampia delle braccia. "Alla crescita delle velocità corrisponde, passo dopo passo, una serie di variazioni dei segmenti corporei che concorrono allo sviluppo dei suddetti movimenti. La interconnessione tra queste variazioni e la crescita della velocità è tale da essere nel contempo, ciascuna di esse, effetto e causa dell'altra. Le variazioni riguardano: un aumento della inclinazione avanti di ciascun arto d'impulso; una crescita del sollevamento dell'arto oscillante fino a raggiungere l'orizzontale con la coscia; un progressivo ampliamento della oscillazione alternata delle braccia. La fusione coordinata, coerente ed organica di queste azioni, concorre, inoltre, contestualmente alla crescite sia della lunghezza sia della frequenza del passi. La efficacia dei movimenti d' impulsione dei due arti inferiori dipende assolutamente dalla tempestività sincronica con cui si realizzano. L'arto "portante" reagisce distendendosi, mentre l'arto libero si flette in alto. L'uno si estende a misura che l'altro si flette. II risultato di questa armonica combinazione é legato strettamente alla compattezza di tutta la muscolatura antigravitazionale dell' arto portante nel momento della presa di contatto con il suolo, giacché deve limitare al minimo la deformazione delle leve dei suoi segmenti, facendoli piegare appena per far rimanere alto il più possibile il bacino. Sulla reazione muscolare che fa seguito all' ammortizzazione, quando il baricentro dell'atleta si trova sulla perpendicolare del piede d'appoggio, si inserisce l'azione impulsiva dell'arto oscillante che dirige in avanti la massa dell'atleta" (prof. Carlo Vittori).