Tempo di indoor, tempo di partenza dai blocchi.
Dai video pubblicati alla fine dell'articolo, si può apprezzare il dettaglio di ogni minimo particolare: i primi appoggi, i piedi che rimbalzano fin'anche all'azione della muscolatura flessoria
Una corretta ed adeguata partenza dai blocchi nelle gare di sprint determina i presupposti per realizzare una prestazione di eccellenza.
Ovviamente la partenza dai blocchi è tanto più determinante quanto più corta è la distanza gara.
Una corretta partenza risulta vantaggiosa per impostare la ritmica di gara che consentirà all’atleta di esprimere a pieno le proprie potenzialità attraverso una messa in moto efficace e tale da consentire di esprimere nel tratto lanciato velocità elevate che rappresentano il miglior compromesso fra la frequenza e lunghezza del passo intesa quest’ultima come consequenziale a quella ottenuta in fase di messa in moto e sempre nell’ottica di un‘ utilizzo adeguato delle espressioni di forza e tecniche che in questa fase intervengono.
L’atleta dopo aver posizionato il blocco di partenza attende in piedi dietro i blocchi gli ordini dello starter.
Generalmente il blocco anteriore và posto ad una distanza di due piedi dalla linea di partenza , il blocco del piede posteriore a circa un piede da quello anteriore. L’atleta si dispone sui blocchi, assumendo una posizione raccolta ottenuta piegando un po’ le gambe e appoggiando le mani a terra con le braccia parallele distese che sfiorano il ginocchio della gamba d’avanti.
Entrambi i ferma piedi dovranno mantenere una bassa inclinazione.
Piani troppo inclinati spostano le ginocchia avanti chiudendo queste e le cosce verso il tronco.
Questa posizione – scomoda fra l’altro – induce l’atleta a spostare il corpo indietro nella salita alla posizione di “pronti”. Al pronti l’atleta solleva il bacino schiacciando contemporaneamente l’arco plantare sui blocchi. Gli angoli tra gamba e coscia si aprono raggiungendo circa 90° per l’arto anteriore e 135° per quello posteriore. La reazione breve e potente è indotta dalla completa adiacenza dei piedi sui blocchi .
Ove ciò non si realizzasse la reazione allo sparo sarebbe lenta e oltretutto priva della necessaria propulsione atta ad avviare tutto il sistema facilitando l’intervento dinamico dell’arto anteriore su una massa già in movimento.
Gli arti superiori si muovono in maniera sincrona ma opposta a quella degli arti inferiori, il busto non deve salire ma seguire una linea quasi parallela al terreno per allinearsi in seguito alla gamba di spinta dell’arto anteriore.