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| Urgono cambiamenti veri ed utili |
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Caro Presidente, urgono cambiamenti veri ed utili all'Atletica Italiana
Disastro Italia, l'Atletica Italiana mai così in basso, l'Atletica tocca il fondo.
Queste alcune espressioni giornalistiche apparse a conclusione dei Campionati Mondiali di Atletica di Berlino, ma che, purtroppo, scambiando la vittima per reo, non si alienano i rapporti con i “manovratori”, e si salva la faccia non chiamando con i loro nomi, ed in prima persona, i veri colpevoli.
Del resto se lo stesso Presidente dei CONI solleva dalle sue responsabilità il Presidente della Fidal Arese, riconoscendogli “grandi capacità di Campione, nello Sport e di eccellente manager, fuori dallo Sport, riconfermandogli la Sua piena fiducia, si fa fatica a pensare ad una stampa che possa assumersi il compito di fustigatrice e riprovatrice.
Dopo il recente richiamo che lo stesso Presidente del CONI aveva rivolto alla Federatletica “per aver correlato la scarsità delle medaglie con le ristrettezze del bilancio”, si pensava, in questa disastrosa occasione, ad un intervento che, proseguendo su quella strada, diventasse più duro e circostanziato, chiedendo di rispondere delle incaute scelte, decisioni e spese, servite soltanto per fare contenti diversi incompetenti amici.
Questa non mi sembra l'opera di un “eccellente” manager che non solo ha commesso errori nei primi 4 anni del suo mandato, ma ha perseverato nel quinto, portando l'atletica al punto più basso, nella scala dei valori sportivi.
Ma è evidente che il Presidente del CONI, più che altro, non vuole alterarsi il rapporto, sempre utile, con un componente della Sua Giunta.
A tutt'oggi, dei tanti sventolati cambiamenti da attuare nell'Atletica se ne possono riconoscere diversi: il progressivo decadimento della cultura nell'Atletica, l'assunzione di un nuovo Segretario Generale FIDAL, proveniente dalla Torino politica, ma il più interessante è quello che ha portato la Direzione Tecnica dell'Atletica dagli OberWegher, progressivamente, ai Silvaggi ed Uguagliati.
Un vero triplo balzo di qualità tecniche ed esperienze professionali.
Questa, per ora, sono le metamorfosi attuate dal Presidente Arese.
In una recente intervista televisiva durante i Campionati di Berlino, il Presidente Arese ha affermato che urge rivitalizzare il settore della Tecnica e dei tecnici, per una nuova cultura, più coerente con le esigenze dei giovani di oggi e di un'Atletica di alta qualità.
Ma con quali tecnici vuole organizzare quest'operazione?
Con quegli “yesman” nominati negli ultimi 5 anni?
Ma dovrebbe essersi accorto Presidente Arese, se ha seguito e segue gli sviluppi degli eventi, che la difficoltà o anche la mancanza di sintonia di conoscenze specifiche tra gli allenatori dei migliori atleti di tutte le categorie e quelli nazionali da Lei designati è alla base della fallita collaborazione e, quindi, di un dialogo indispensabile per l'evoluzione.
Questo avviene perché i primi sono avanti anni luce come esperienze pratiche vissute con il loro atleti, ai tecnici nazionali, che sono, per la maggior parte, all'oscuro ed al digiuno di quelle conoscenze importanti per le attività di campo e della pista.
Da sempre Signor Presidente, come recita il vecchio adagio: “val più la pratica che la grammatica”.
Ed allora al bando coloro che pensano sia stato sufficiente leggere e studiare le esperienze altrui, per diventare un eccellente pedagogo educatore nella nostra disciplina.
E passiamo alle proposte presentate in questi ultimi anni, per non apparire soltanto critici intransigenti.
La prima fu presentata nel 2006 alla consigliera Prof.ssa Niccolini un programma di rilancio della Scuola di Formia che prevedeva un Corso annuale d'alta specializzazione per tecnici di atletica, giovani laureati in Scienze Motorie, che avrebbero, poi, dovuto diventare docenti nelle regioni per preparare quei tecnici Insegnanti ai Corsi giovanili di primo livello.
L'allenamento è un processo pedagogico-educativo complesso che si concretizza con l’organizzazione dell’esercizio fisico ripetuto in quantità ed intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti che stimolino i processi fisiologici di supercompensazione e migliorino le capacità fisiche, psichiche, tecniche, tattiche dell’atleta al fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara”.