Linee guida per lo Sprint Training

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Linee guida per lo Sprint Training
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Sempre più spesso si osserva su riviste specializzate e su siti specifici la sterile proposta di piani di allenamento come fossero ricette mediche da seguire.

Forse è la cosa più facile da fare, forse è quello che la gente vuole, ma di certo non è quello che realmente serve a chi pratica l'atletica leggera e vuole acquisire un adeguato livello di autonomia e risultati ripetibili.

Fornire quindi gli strumenti per saper fare e non il prodotto finito ci sembra sia la cosa più utile sia per una crescita personale ma anche per un dibattito costruttivo (Beppe Palmiotto).

Linee Giuda per l'organizzazione dell'allenamento dello sprinter.

Organizzare un programma di allenamento di uno sprinter è una delle operazioni tra le più complesse dell'atletica leggera, giacché deve conciliare esigenze diverse che si estendono su una vasta gamma di capacità: quelle di forza e di grande scioltezza e "souplesse" muscolari, di abilità tecnico-ritmica con quelle di rapidità.

La grande operazione per ottimizzare una sintesi che sfrutti al meglio l'accumulazione degli effetti derivanti dallo sviluppo di tutti gli elementi, richiede grande esperienza e maestria nella strutturazione del programma.

Si aggiunga, inoltre, la necessità che, non basta, per giudicare positivi i miglioramenti, che essi vengano soltanto conseguiti, ma che raggiungano valori ritenuti sufficienti per realizzare alcuni mesi più tardi, le prestazioni cronometriche presunte.

Sarebbe un'operazione scellerante, per lo stravolgimento della condizione fisica che ne deriverebbe, reintervenire, riprendendo alcuni mezzi abbandonati tempi addietro, qualora ci si accorgesse, in fase avanzata di preparazione specifica, delle inadeguatezze dei miglioramenti.

L'entità e la qualità degli effetti del training e la consistenza della loro accumulazione dipende non solo dalle scelte dei mezzi ma anche dalle modalità della loro distribuzione, in un rapporto di ordinata e reciproca sistematica connessione.

Bisognerebbe anche provvedere a comporre periodi di allenamento in cui la scelta delle intensità, quantità e durata di sviluppo ed applicazione dai carichi non venisse definita con eccessivo empirismo ma facendo ricorso, in mancanza di più obiettive rilevazioni fisiologiche ed ormonali difficili da ottenere per l'assenza di laboratori specializzati, alle tante esperienze pregresse sulle potenzialità fisio-psichiche dell'atleta per organizzare un piano dì allenamento che con migliore approssimazione risponda alle .sue effettive esigenze.

La conoscenza delle capacità applicative del giovane, dei suoi sintomi di reazione, sia fisici che psichici ai carichi di lavoro, delle risposte delle grandi funzioni dell'organismo alla fatica, alla stanchezza ed il livello attentivo nelle fasi d apprendimento, sono indicazioni che possono offrirci un quadro complessivo più chiaro ed utile per non oltrepassare il limite del fìsiologicamente possibile.

SIGNIFICATO DEI CICLI

E’ in questo ambito di esperienze che si vuole far rientrare il capitolo della "ciclizzazione" nel quale deve concretizzarsi la sua indispensabile "sistematicità".

È’ per questo motivo che non possiamo intendere il termine "ciclizzare” come la semplice divisione, in ben precisi e definiti periodi di tempo, o cicli, tutto il periodo preparatorio, ma come la complessa operazione di scelta, collocazione e modulazione dei mezzi e dei loro relativi carichi di lavoro, per ottenere, a conclusione di quel lasso di tempo, i miglioramenti ipotizzati.

La concatenazione in sequenza dei cicli si attua tramite uno sviluppo progressivo della specificità del lavoro di training realizzato nei diversi periodi, fino a toccarne i livelli massimi a conclusione dei periodo preparatorio.

Strutturazione ordinata e progettazione funzionale dei cicli perché rispondano a requisiti di massima efficienza del sistema allenamento.



Carlo Vittori

L'allenamento è un processo pedagogico-educativo complesso che si concretizza con l’organizzazione dell’esercizio fisico ripetuto in quantità ed intensità tali da produrre carichi progressivamente crescenti che stimolino i processi fisiologici di supercompensazione e migliorino le capacità fisiche, psichiche, tecniche, tattiche dell’atleta al fine di esaltarne e consolidarne il rendimento in gara”.