E’ la piacevole e giovane sorpresa di un campionato italiano che in molte specialità non ha saputo regalare emozioni.
E’ l’evento che non ti aspetti ma che speri che si verifichi per tornare a divertirsi.
E' la ventata di aria fresca che mancava alla velocità azzurra.
Nella finale dei campionati italiani assoluti Michael Tumi dopo una eccellente partenza è riuscito nell’impresa, non facile, di precedere sul traguardo tutti i migliori velocisti azzurri del momento.
E credetemi non è poco se consideriamo che in finale era praticamente rappresentata la quasi totalità della staffetta azzurra primatista italiana a Barcellona.
Avevo notato Michael già dalla semifinale quando con disarmante e naturale autorevolezza tecnica si era aggiudicato la serie in 6”76.
Poi l’ho visto riscaldarsi prima della finale con allunghi e brevi accelerazioni che non poco mi avevano piacevolmente impressionato.
Mi ero così pubblicamente sbilanciato, fra amici e conoscenti, pro nosticando a suo favore la medaglia d’argento, non potendo assolutamente prevedere una giornata storta per l’amico Emanuele Di Gregorio.
In finale Michael non ha sbagliato nulla.
Partenza infilata e buon tempo di reazione, messa in moto graduale, accelerazione sviluppata con frequenze che salivano senza mortificare l’ampiezza raggiunta ed un lanciato rotondo e lungo dietro.
Ha cosce potenti ed esplosive, ma anche piedi reattivi oltre al temperamento e alla lucidità necessari che servono ad un velocista per essere presente a se stesso nei momenti di maggior tensione agonistica.
La curiosità adesso è tutta per la stagione all’aperto, al miglioramento che potrà infliggere al 10”44 sui 100 della scorsa stagione, al suo potenziale sui 200.
Un nome nuovo, di cui si aveva bisogno, si è affacciato nel panorama “velocistico” italiano.
Ma all’aperto le cose sono un po’ diverse.
Chi d’inverno fatica a carburare, d’estate accende il turbo.
Ma questo ovviamente vale per tutti, Michael compreso.
Michael ha iniziato con le gare scolastiche, a quei tempi faceva parte del settore giovanile del Vicenza Calcio. Successivamente è approdato all'Altair, squadra del suo quartiere.
Qui è stato notato da Mario Guerra che ha visto in lui un potenziale velocista e lo ha indirizzato all'atletica.
Da allievo ha corso i 100 in 10”84 (minimo per i mondiali di categoria).
Un infortunio ha condizionato in parte la categoria juniores chiusa in 10”64.
Nel 2011, sui 60, si è aggiudicato il titolo di campione italiano promesse (6”75) e quello di campione italiano assoluto in 6”71.
