Negli ultimi anni ci siamo abituati a leggere i proclami ciclostilati che la gestione Arese ha prodotto in merito al rilancio dell'atletica italiana.
Promesse che sono servite a mistificare la realtà e a coprire, con la voce alta, i ripetuti disastri prestativi che puntualmente ogni anno si sono verificati.
I pochi risultati ottenuti in ambito assoluto sono ascrivibili all'impegno individuale di alcuni atleti ed è su questi pochi risultati che a gran voce questa dirigenza cerca di costruire la sua campagna di consensi.
Le Numerose "Ripartenze" che Arese ogni anno puntualmente ci ripropone...mi fanno venire in mente il ritornello della famosissima canzane di Coki e Renato... "ma c'è sempre qualcuno che parte..ma dove arriva se parte!!???".
http://www.youtube.com/watch?v=1-QqVZpxQgU&feature=player_embedded
Nell'assoluta evidente infruttuosità della progettualità a medio termine si confondono gli interventi del momento.
Queste "soluzioni en passant" sono per lo piu' legate all'emotività e spesso non ci azzeccano.
Altre volte invece la teoria dei grandi numeri fa si che venga partorito del buono, delle intuizioni meritevoli.
E' il caso della convocazione del giovane Tumi agli Europei.
Non ci speravo e invece sono stato piacevolmente sorpreso dalla decisione federale di far fare esperienza ad uno sprinter emergente.
Tumi è fra i piu' giovani della spedizione (1990).
Un decennio e mezzo di differenza fra il piu' esperto Donato (1976) e la di Martino (1978) che nei salti sono chiamati a difendere in europa l'orgoglio nazionale.
Amo le persone sbagliate, che non si accorgono di dare, ma non dimenticano di ricevere, sempre pronte a mettersi in discussione, con i piedi fuori dagli schemi e che sorridono del giudizio degli altri.