Nel 2005 il prof. Vittori in occasione del Meeting di Rieti, consegnò ad Arese una bozza di riorganizzazione del settore tecnico nazionale.
Bozza che sarebbe stata dettagliatamente esposta consequenzialmente ad un positivo cenno da parte del Presidente. Cosa che come potete intuire non si è mai verificata.
Di aseguito riportiamo la bozza schematica di riorganizzazione:
Consigliere addetto settore tecnico
Il consigliere addetto al settore tecnico deve raccogliere vagliare e coagulare le proposte dei programmatori per riportarne la sintesi in consiglio.
Deve anche accogliere dai programmatori le proposte dei nominativi degli atleti che formeranno le rappresentative nazionali.
Deve indire, nell'anno, con tutti i programmatori, tre riunioni di programmazione: una di tipo strategico e le altre a sfondo essenzialmente tattico, quindi, con programma più limitato.
La prima della durata di tre o quattro giorni, serve per analizzare le soluzioni ai vari problemi e colmare le carenze dell'atletica italiana, che verranno riportate, poi, nella discussione del consiglio.
Le altre due: una prima dell'attività indoor e l'altra prima dell'attività outdoor, serviranno a studiare gli interventi per raggiungere gli obiettivi dell'anno.
Ciò non esclude che, ove occorra, il consigliere tecnico possa riunirsi con uno o più programmatori per soffermarsi su eventuali particolari problemi.
Questa forma di organigramma snellirebbe e faciliterebbe i rapporti tra parte dirigenziale e parte tecnica, non prevedndo nella discussione del consiglio nessun rappresentante tecnico se non il solo consigliere, per far rimanere, come logico che sia la discussione tra livelli omogenei di responsabilità. Inoltre, i desideri e le richieste della componente dirigenziale, raggiungerebbero rapidamente senza lunghe discussioni e convincimenti i tecnici programmatori.
Così si faciliterebbero gli eventuali confronti e scambi di idee tra pochi opertatori: i soli programmatori. Costoro debbono essere di comprovate e indubbie capacità culturali, teorico pratiche relative alle specialità da gestire, persone che conoscono il passato per costruire un futuro che risponda, in maniera più efficace, alle necessità dell'atletica.
Amo le persone sbagliate, che non si accorgono di dare, ma non dimenticano di ricevere, sempre pronte a mettersi in discussione, con i piedi fuori dagli schemi e che sorridono del giudizio degli altri.