L'Italia delle medaglie ai Giochi del Mediterraneo

La spedizione azzurra con 11 ori, 11 argenti e 7 bronzi conquista la vetta del medagliere ai Giochi del Mediterraneo.

Un bel successo segnato anche da eccellenti individualità fra cui spicca il nome di Libania Grenot capace – nei 400 - di siglare la quarta miglior prestazione mondiale dell'anno.

Nel segno dell'eccellenza le prestazioni centrate da Elisa Cusma (800/1500), rimasta però sola a rappresentare il mezzofondo italiano in giro per il mondo.

Una macchina da guerra, non sbaglia un colpo, Emanuele Di Gregorio (100/4x100).

Fabio Cerutti (100/4x100) porta a casa una medaglia di bronzo e, qualche giorno prima, in Svizzera, una delle migliori prestazioni italiane di sempre sui 100 (10”15).

Eccellente infine la Di Martino, capace di 1,97 e pronta ad affrontare nuove sfide in ambito internazionale così come i 17,09 cm. raggiunti da Schembri nel triplo.

Questa ultima settimana di gare ha quindi fornito validi indizi per promuovere senza beneficio di inventario alcuno parte della velocità azzurra in cui si riconoscono lodevoli, ma ancora esigue individualità.

Il livello medio di alcune specialità si è fortunatamente alzato parecchio, anche se solamente a macchia di leopardo.

Lo sprinterismo al maschile vive un momento di frizzantezza riconoscendo tra i suoi alfieri più rappresentativi, il granitico Emanuele Di Gregorio (10”21) e l’esuberante Fabio Cerutti (10”15), indiscussa coppia vincente all’aperto, come lo è stata nelle ultime indoor sui 60.

Molto buono anche il valore medio delle prestazioni ottenute, che si scorge un filino dietro le graduatorie nazionali: Simone Collio (10”24) e Giovanni Tomasicchio (10”34).

In evidenza nell’ultima settimana Maurizio Checcucci con un’esploit a 10”26 che và serenamente confermato.

Il dente duole, ed anche tanto sui 200, specialità che ad inizio stagione sembrava aver avuto segni di ripresa, ma che si è infine arenata nelle serie dei 200 di Pescara, corse da un volenteroso ma poco reattivo Galvan (20”92) - che ricordiamo essere reduce da un infortunio muscolare - e da Teo Turchi (21”20) decisamente più a suo agio nel giro di pista. Sui 400 si può dire ben poco.

Fuori Licciardello e con Barberi al momento non al Top, il movimento stenta a proporre individualità rappresentative, anche se giovani atleti cominciano a rosicare centesimi dopo aver infranto il muro dei 47”00.

Abate, negli hs, deve ancora manifestare tutto il suo potenziale, ma è un ragazzo dotato di una grande carica agonistica che lo porterà a raggiungere i risultati che attendiamo da lui.

La staffetta veloce ha grandi potenzialità ancora inespresse.

Passando in campo femminile possiamo apprezzare gli evidenti e costanti miglioramenti di Aurora Salvagno (11”51) nei 100.

Ma a rappresentare in maniera superba ed autoritaria l’atletica italiana in rosa è senza ombra di dubbio la bella e forte Libania Grenot (50”30) proiettata – nei 400 - su targhet internazionali e con ambizioni da podio mondiale.

Alle sue spalle purtroppo un baratro, colmato in parte dalla Reina che da quest’anno affronta con regolarità e con ottimi riscontri anche il doppio giro di pista, un bell’esempio di tenacia.

Nelle altre specialità della velocità al femminile ci pare che ci sia poco da segnalare. Negli hs. solo la Cattaneo, timidamente colora di azzurro la specialità in ambito europeo.

Molte le medaglie conquistate a suon di prestazioni di eccellenza internazionale, ma anche tante quelle raggiunte obiettivamente con risultati tecnici modesti.

Ci auguriamo quindi che le numerose medaglie conquistate dalla spedizione azzurra, agevolino il movimento ad arricchirsi di nuovi entusiasmi che portino più giovani nelle piste ma anche negli stadi in occasione delle gare di qualsiasi livello esse siano.

L'arduo compito ora è quello di guardare al futuro, non soffermarci al solo godimento di questo successo, senza preoccuparci di rendere futuribile la scia di entusiasmo e di soddisfazione da esso prodotto.

ORO (11): 400 W/Grenot (50.30); triplo M/Schembri (17,09); marcia 20 km/Brugnetti (1h22:33); lungo W/Vicenzino (6,54); 800 W/Cusma (1:59.87); martello M/Vizzoni (75,92); martello W/Salis (70,39); 4x100 M/Checcucci-Collio-Di Gregorio-Cerutti (38.82); mezza maratona W/Incerti (1h12:25), alto W/Di Martino (1,97); 1500 W/Cusma (4:11.88)

ARGENTO (11): martello W/Claretti (69,35); 200 M/Galvan (20.92); marcia 20 km/Rubino (1h22:34); 100 M/ Di Gregorio (10.21); 400 W/Reina (52.34); peso W/Legnante (17,44); 5000 W/Romagnolo (15:13.19); giavellotto W/Bani (60,65); 4x100 W/Pistone-Salvagno-Arcioni-Calì (43.86); mezza maratona W/Console (1h12:34); 5000 M/La Rosa (14:04.44)

BRONZO (7): triplo M/Greco (16,64); asta W/Giordano Bruno (4,30); 200 W/Calì (23.49); 100 M/Cerutti (10.23); peso W/Rosa (17,24); 5000 W/Weissteiner/15:15.95; 100hs/Cattaneo (13.39).