Gli 800 metri di Giuseppe D'urso

Giuseppe D'Urso è stato uno dei migliori specialisti italiani degli anni novanta.
Muove i primi passi nell'atletica catanese per poi passare al gruppo sportivo delle fiamme azzurre. Ha all'attivo numerosi successi ma la medaglia piu' prestigiosa rimane quella conquistata ai Mondiali di Stoccarda del '93.
Rimasto fuori dalla squadra fino a 15 gg prima, è convocato come "gregario" al fianco del favorito, per la finale, Benvenuti.
Quei mondiali furono però, per l'uscente campione europeo, molto sfortunati.
Fuori dalle batterie a causa di un infortunio al piede, Benvenuti cederà a D'urso l'onere di difendere i colori italiani della specialità.
D'urso supera tutti i turni eliminatori.
Nelle ore precedenti la finale l'amico Benvenuti, vedendo Giuseppe un po' confuso, gli consiglierà di non fare troppi calcoli, nessuna tattica "non hai niente da perdere e tutto da guadagnare, te la devi giocare".
Dopo una partenza un po' sul posto D'urso rimane nel gruppo di testa, è bravo, tatticamente si tiene lontano da chi potrebbe intralciargli il cammino.
Il passaggio ai 400 è buono 51"9, ma è negli ultimi 120 metri che si compie il capolavoro
Non c'è spazio, Giuseppe si porta all'esterno e sferra il suo micidiale attacco, intanto Konchellah - il favorito - esce dalle retrovie, rimonta posizione su posizione, affianca d'urso che resiste tagliando il traguardo e regalando all' Italia,al termine di una gara da pelle d'oca, una medaglia d'argento che rimarrà nella storia.
Il giovane catanese, dopo l'arrivo, è incredulo, non si capacita dell'impresa che ha appena realizzato. La medaglia ormai è sua, la può toccare, non si deve svegliare da nessun sogno.