Il grande Valeri Borzov (intervista)

Nel 1971 la rivista sovietica Leichtathletik pubblicava un’intervista a Valeri Borzov, allora fresco campione dei 100 metri agli Europei e dei 60 al coperto.

Ne riportiamo i contenuti al fine di conoscere meglio questo velocista che fu capace di numerose imprese per scoprire alla fine che il suo segreto non si celava solo nelle forti gambe ma in un temperamento granitico.

Domanda: “Valeri, pensa lei alla possibilità di vittoria pur essendo a conoscenza che il suo antagonista ho ottenuto dei tempi notevolmente migliori durante le gare?”.

Risposta: “Io competo con degli atleti non con dei tempi. I tempi ottenuti precedentemente dai miei antagonisti, normalmente non interessano. Solamente quando sono sulla pista e vengo battuto, posso affermare che il mio antagonista era più forte di me. Anche se uno è veramente forte, non ci si deve mai dichiarare già battuti in anticipo, poiché in una gara ci sono parecchi fattori che influiscono sul risultato!”.

Domanda: “Lo sprint è un esplosione di energia, è temperamento, mentre lei, Valeri, è notoriamente una persona quieta e posata”.

Risposta: ”No, le mie caratteristiche sono quelle di uno sprinter. Io amo la velocità. Quando sono seduto in un taxi, quando corro in bicicletta, quando faccio del pattinaggio sul ghiaccio o quando scendo con gli sci lungo un pendio, voglio che tutto avvenga velocemente. Quando cammino in città, mi capita involontariamente di trovarmi a camminare di corsa e ad un tratto mi fermo per meravigliarmi di aver preso questo ritmo veloce. D’altra parte so che alcuni sportivi, dopo aver percorso una certa distanza, con il pensiero continuano a correre per uno-due giorni. Alcuni addirittura si sognano di notte. A me non succede questo. All’inizio è successo anche a me di correre in sogno. Ma questo non mi capita più oggigiorno.; al massimo mi succede di voler scappare davanti a qualcuno.”

Domanda: “ Lei è stato l’unico sprinter che ha avuto al possibilità di battere gli americani. Come hanno accettato la sconfitta di Leningrado i suoi antagonisti degli Stati Uniti?”

Risposta: ”A me sembra che essi siano rimasti molto sorpresi. Non si aspettavano assolutamente un tale risultato”.

(tratto dalla traduzione di Sergio Zanon dell’intervista diffusa dall’agenzia APN sul n° 16/1971 della rivista Leichtathletik)