Alla scoperta di Fiasconaro di autore Guy Lagorce
( Tratto da L'Equipe Athletisme Magazine, n. 35, gennaio 1972 )
Marcello Luigi Fiasconaro , secondo dietro Jenkins dopo il fotofinish dei 400 m ai campionati d'Europa di Helsinki in 45.5, fu la grande rivelazione dell'estate.
Questo longilineo italiano che vive in Sudafrica ove è nato il 17 agosto del 1949 è schizzato come una cometa nel mondo dell'atletica dove ognuno è abitualmente fissato , catalogato e conosciuto.
Questo italiano non parlava che inglese e ciò complicava le cose per i nostri confratelli transalpini ma essi furono anche straordinariamente felici di veder così cadere dal cielo un così superbo corridore dei 400 metri ad un anno dai Giochi Olimpici.
Gli italiani appresero che il padre di Fiasconaro, un musicista, prigioniero durante la guerra italo - etiopica , era sceso in seguito in Sudafrica ove divenne un noto direttore d'orchestra.
Non tornò più in Italia ma non recise completamente i ponti con la madre patria poiché conservò la nazionalità italiana.
Suo figlio nacque dunque in Sudafrica .Giovanissimo, Marcello Luigi si interessa allo sport in generale, agli sport nautici in particolare ( è un asso del surf ) , poi al rugby.
Si specializza nel ruolo di tra quarti centro ove promette tanto bene che a meno di 20 anni viene selezionato nella squadra della Provincia Occidentale.
Parallelamente diviene buon giocatore di golf e soprattutto eccellente giocatore di tennis.
E' allora che nel corso di un allenamento di rugby fu notato da Stewart Banner , un allenatore di atletica sedotto dalla falcata di questo uomo alto e giovane.
Agli inizi, non ero molto entusiasta, ci spiega Fiasconaro, io pensavo al rugby. ma il signor Banner mi seppe convincere a tentare l'esperienza assicurandomi che io potevo se lo avessi voluto, diventare uno dei migliori corridori del mondo sui 400 metri.
Insomma è un poco l' orgoglio ( naturalmente ) e la curiosità che spinsero il ragazzo a slacciare le sue scarpe con i bulloni per allacciare quelle chiodate.
I risultati, si sa, non si sono fatti attendere , cosa che prova che l'intuizione di Stewart Banner era eccellente.
Ci confida Salvatore Morale, ex campione d'Europa e recordman dei 400 ostacoli nel 1962 divenuto allenatore nazionale in Italia e presente a Città del Capo per osservare Fiasconaro, che a Helsinki Fiasconaro non era ancora ben rodato tecnicamente.
Cioè, partiva ancora tanto con il piede destro in avanti tanto con il piede sinistro!
Poi, causa una frattura alla tibia ( un ricordo del rugby ), spinge molto meno forte con la gamba sinistra che con la gamba destra, 45.5 fatto in questo modo con solo un anno di vera preparazione , che talento!
Naturalmente è più resistente che veloce, è il caso tipo del vero corridore dei 400 me
tri.
In effetti , Marcello se parte veloce non è capace come farebbe un velocista puro di bruciare tutta la sua energia in un 100 o 200 metri.
Normalmente , prosegue Morale, queste estate deve scendere al di sotto dei 45.0 per entrare in finale a Monaco.
Questo non sarebbe male. Una volta in finale...poi si vedrà.
Fiasconaro pensa esattamente la stessa cosa :
Ho reso più duro il mio allenamento e devo entrare in finale.
Giacche sono molto resistente , posso forse avere la possibilità di strappare una medaglia.
Ma poi si vedrà , questo non mi impedisce di dormire. Nell'attesa mi alleno.
Ecco il suo allenamento
Una settimana di allenamento in inverno
lunedì, 7 km di footing , in scioltezza su un percorso da golf
martedì, 3 volte i 600 metri in 85 sec,. .10 minuti di recupero tra le prove
mercoledì, 5 km di footing e una serie di 50 metri veloci
giovedì, 4 volte i 300 metri in 37 secondi , 6 minuti di recupero tra ogni prova
venerdì, 5 km di footing, 10 partanze sui 25 m..
sabato, 5 km di semi - frazionato : 1 minuto ad andatura viva, 1 minuto ad andatura lenta, 2 minuti ad andatura viva, 2 minuti ad andatura lenta, 3 minuti ad andatura viva, 3 minuti ad andatura lenta
domenica, 4 km di cross - country ad andatura lenta.1 km di cross countryu ad andatura viva su un percorso duro.4 km di corsa in scioltezza ( tranne qualche sprints prolungato in salita ).
Una settimana di allenamento estivo
lunedì, 3 volte i 300 metri in 35. 10 minuti di riposo tra ogni prova
martedì, 3 volte i 50 metri con partenza dai blocchi, 2 volte i 100 metri, 8 volte i 30 metri
mercoledì, 2 volte i 600 metri in 1.20, 20 minuti di riposo tra le prove
giovedì, 8 volte i 150 metri in 16.5. Recupero inferiore al minuto
venerdì, 12 volte i 50 a pieno impegno dai blocchi e 6 volte i 40 metri
sabato, riposo
domenica, corsa di 7 km in campagna ad andatura sciolta
Fiasconaro non si concede uno, due o tre giorni di riposo prima di una gara. Se la gara è importante , si riposa semplicemente alla vigilia. Egli ama gareggiare ad ogni fine settimana. La sua progressione è la seguente :
1970
100 in 11.2
400 in 46.5
800 in 1.51.1
1971
100 in 10.5
200 in 21.3
400 in 45.5
800 in 1.48.8
Prima di un allenamento o di una gara , si riscalda sempre nel modo seguente :
quattro giri di campo correndo in souplesse , 10 minuti di esercizi di allungamento, 5 rettilinei veloci e tecnicamente corretti , di cui 3 con le scarpe chiodate.
Si nota che questo allenamento è serio ma non da superuomini.
Fiasconaro benché allevato alla scuola assai spartana degli "Springbok", ha conservato uno stile di vita molto latino fatto di noncuranza e di cortesia.
Dall'alto dei suoi 1,87 cm ondeggiano capelli lunghi e c'è un sorriso che non si trova abitualmente in Sudafrica.
In questo momento , egli sta perfezionando il suo italiano ( con successo )
"Ma , il mio dono migliore è quello di mandar giù tutto di un fiato la birra! l mio record per un boccale intero è di 2 secondi e un decimo. Non è male, no?"
Si vede che questo superbo atleta di 78 kg non è per niente preoccupato dalla competizione: "Al contrario, dice lui, io la adoro."
Gli abbiamo chiesto se pensava un giorno di ritornare in Italia.
Ci verrò per i Campionati d'Europa indoor di Grenoble e per lo stage prima di Monaco. Amo l'Europa e l'Italia , ma io ho la mia vita in Sudafrica.
Sono rappresentante di pellame e guadagno qui in un mese molto più di quanto guadagnerei in Italia.E' un qualcosa che conta per un tipo come me che non è un santo e che ama la vita.
E il rugby?
Già il rugby, ci ritornerei a colpo sicuro!
Nel momento in cui avrò realizzato un qualcosa in atletica o che avrò raggiunto il mio limite.
Se per esempio a Monaco vado a medaglia, io credo che ritornerò al rugby.
E Marcello si mette allora a parlarci di rugby. E a lungo.
Monaco è ancora molto lontana.
Ma io credo che anche a Monaco sarà in ogni momento avvicinabile tanto questo ragazzo è per natura sereno, decontratto e allegro.
Decisamente i nostri confratelli italiani hanno delle buone possibilità.