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Manhattan
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Pietro Mennea: un record come scuola di vita

#24454 16/08/2010 17:56
** This thread discusses the content article: Pietro Mennea: un record come scuola di vita **
freccia mennea
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Re:Pietro Mennea: un record come scuola di vita

#24458 16/08/2010 19:38
1979,un giorno a caso di allenamento riportato da Mennea nel suo libro.
Lunedì 9 Aprile 1979.
Riscaldamento di 40 minuti
5 serie di squat jump a carico naturale di 5 ripetizioni
5 allunghi sul prato di 80 metri a velocità controllata
5 sprint in piedi da fermo su 50 metri
1x400=53" 6' di pausa
1x400=54" 7' di pausa
1x400m=58" 7' di pausa
1x300m=40"2 7' di pausa
1x200m=27" 7" di pausa
Defaticamento
E' evidente,da questo esempio come,a volte, ci spingessimo verso strade nuove e più difficili. Chiunque abbia un pò di esperienza di corsa veloce può ben comprendere che cosa rapresentasse per me correre tratti di 400 metri con 6 minuti di pausa! Una fatica tale che si rispecchia tutta nelle due prove finali sui 300m e sui 200m in cui, nonostante la distanza accorciata, non sono riuscito ad incrementare la velocità.
Può porsi l'interrogativo:
serviva spingere l'allenamento fino a questo punto?
Posso rispondere parzialmente:
a)lo facevamo ogni tanto;
b)vedendo la seduta di allenamento del giorno dopo non mi pare che fosse rimasta dentro di me molta stanchezza...;
c)forse non serviva per la mia resistenza alla velocità ma certamente a darmi ulteriore sicurezza nell'affrontare la fatica.
freccia mennea
Recordman
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Re:Pietro Mennea: un record come scuola di vita

#24459 16/08/2010 19:58
Il libro di Mennea "19"72 Il record di un altro tempo" lo consiglio a tutti,un vero spasso.
Qui la leggenda racconta quel record che lui ha sempre inseguito dopo tanti anni di allenamenti duri,massacranti che solo un uomo in missione come lui poteva sopportare,soprattutto in un epoca dove a detta dello stesso Mennea i velocisti si allenavano 1/3 di quanto si allenasse lui.
360 giorni all'anno,5-6 ore al giorno.
Lui con Vittori ha provato a studiare su se stesso nuove metodologie di allenamento,rompendo qualsiasi schema.
Nella sua carriera ha dimostrato l'impossibile,resterà per sempre una leggenda di questa disciplina,eppure lui stesso ha il rimpianto di non aver dato il 100% per colpa di una Federazione che gli ha sempre messo i bastoni tra le ruote.
Comunque quello che fece in Messico,in quelle 2 settimane resterà per sempre uno dei momenti più esaltanti dello sport italiano,visto che in 10 giorni riuscì a battere 12 record tra mondiali,europei ed italiani.
In 4 gare sui 200m fece un 19"8 manuale,un 19"96 in batteria,20"04 in semifinale per poi superarsi in finale con il mitico 19"72,che cancellò un altro mitico record fatto sulla stessa pista 11 anni prima da un atleta pazzesco come Tommie Smith.
Record leggendario,ci sono voluti quasi 17 anni per batterlo,nonostante come dice lui nel libro,la stessa IAAF+FIDAL fece di tutto per cercare di spodestare quel record,compreso "spianare" una montagna al Sestriere per costruirci una pista sui 2000 metri ed invitare i migliori velocisti del mondo garantendogli anche una Ferrari se fossero riusciti nell'impresa.
Ancora oggi mi fa un certo effetto pensare che un nostro atleta abbia corso nel lontano 1979 in 19"72 i 200m,seppur in condizioni favorevoli.
Tempo che ancora oggi nessuno in Italia è riuscito nemmeno a sfiorare.
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