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lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14521 08/02/2010 12:29
Lettera di Peter Coe alla rivista "Athletics Weekly" sulla filosofia che sta alla base del suo metodo di lavoro.

Si è diffusa una leggenda che vuole che Sebastian abbia un metodo di allenamento segreto. Infatti, secondo Peter Hildreth del "Sunday Telegraph" è un metodo così buono che lo risparmia dall'utilizzare aiuti farmacologi per battere i migliori del mondo e io ho il dovere di svelare questo segreto al mondo degli allenatori per risparmiare ai nostri giovani l'assunzione di pericolose pillole ( perchè non averne una semplice avversione morale? )
Un altro "segreto" fu svelato in una striscia del "Sunday Times" che ipotizza che i noti exploits di Sebastian ( in palestra ) come l'esercizio della salita alla fune, i balzi tra i plinti, gli allunghi e i salti sono il motivo dei suoi successi.
Perchè io avverto la preoccupazione per articoli nei quali può dirsi che il loro scopo sia quello di pretendere di mostrare quanto bravo sia grande il mio atleta?
Perchè questi articoli possono facilmente ingannare i giovani e gli atleti entusiasti e, fatto persino peggiore, se i giornalisti lo comprendono o meno, essi denigrano allenatori professionisti e il sistema di allenamento della federazione britannica ( British Amateur Athletics Board )
Ho anche visto queste scemenze pubblicate in riviste americane dedicate alla corsa intitolate " L'allenamento segreto di Seb".
Penso che valga la pena di notatre che io sono il solo allenatore che Sebastian abbia mai avuto dal giorno in cui ha iniziato ad allenarsi.
Nessun altro si è intromesso nel suo allenamento, programma di gare o nella compilazione di una carriera da svolgersi su cross country, strada o pista,
Se qualcuno conosce quel segreto allora quello sono io, e io ritengo che se qualcuno vuole ricercare la "grande verità" deve chiedere a me e non ad altre persone.
Prima che Seb perfino vedesse l'Università di Loughborough, io mi incontrai con George Gandy e ci mettemo d'accordo per supervisionare l'allenamento di circuit - training e di pesistica di Seb, cosa che George ha fatto con scrupolo e meticolosità. Questo si chiama pianificazione a lungo termine.
Seb non è stato mai un atleta abbandonato al suo destino e in cerca di consigli - ciò non è nel mio stile.
Un allenatore dovrebbe mettere su una equipe di colloboratori che lo coadiuvano : noi abbiamo i nostri fisioterapisti di fiducia nelle nostre tre basi operative di Sheffield, Leicester e Londra.
Ma l'allenatore è solo uno.Nessun atleta avrà mai successo se da ascolto a troppe persone.(... )
E adesso sulla motivazione. Se non avete motivazione che proviene da dentro voi stessi, state sprecando il vostro tempo e quello di qualcun altro.
Nessun allenatore può darvi la sua migliore attenzione se deve chiedersi se farete o no ciò che vi viene chiesto quando siete da soli per conto vostro.
Invece di lavorare per migliorarvi, questo allenatore sta sprecando le sue energie nervose e emotive.
Energie emotive? certo, perchè lui deve credere con passione in ciò che sta facendo. Non fa per me assumere atteggiamenti freddi e distaccati. Io non posso correre in gara al posto di Seb ma, accidenti, sono coinvolto nei suoi tentativi per vincere.
Questa ricerca di "segreti" e trucchetti oscura il fatto che non vi sono scorciatoie per giungere ai massimi livelli. Non ce ne sono. Sintomatico di questa ricerca del magico era l'idea offensiva che se volevamo medaglie alle olimpiadi ed in altri importanti appuntamenti mondiali avremmo dovuto inviare i nostri atleti all'estero per farsi seguire da allenatori stranieri.
Venne ipotizzato, per esempio, di andare nella Germania est. Come avrebbero mai potuto vincere medaglie i Wells, Thompson, Ovett, Coe , Oakes e le nostre ragazze?
Siamo così abituati al fallimento che segretamente abbiamo bisogno di trovare scuse per il successo? Siamo davvero così timorosi? A livello mondiale, l'atletica è attualmennte lo sport in cui noi otteniamo i maggori successi, sopra tutti gli altri.
Io posso dare a ogni atleta la ricetta per il successo, ma non è una formula magica. E' solo un elenco degli ingredienti. Essi sono, in ordine di importanza :
--- Talento ( non c'è sostituto per esso )
--- Motivazione
--- Impegno
--- Lealtà.

La lealtà verso un allenatore è molto importante.Perchè non sollecito di andare tutti a Loughborough ( cioè il luogo dove si allena Coe )?
Perchè non c'è niente di nuovo nell'utilizzo della palestra o nella sala pesi.
Quando mostrai a Seb l'articolo del "Sunday Times" lui rise e poi disse "ho fatto questo per anni , insieme ad altri 40 - 80 atleti , alcuni dei quali fanno gli esercizi meglio di quanto riesca a fare io.
Così non può essere questo. Perché non scrivo il mio metodo di allenamento segreto, lo vendo, e poi mi ritiro , ricco, andandomene in qualsiasi parte del mondo.
C'è una buonissima ragione ed è solo per questo : non esiste il metodo segreto !
Seb è allenato in modo ortodosso, usando metodi noti a tutti.
Un allenatore, credo fosse Harry Wilson, una volta disse che gli allenatori hanno la reputazione di conoscere molto sugli atleti, mentre in realtà essi conoscono molto su alcuni atleti. E ciò è una parte molto ampia dell'allenamento : conoscere intimamente l'atleta.
Scegliete attentamente l'allenatore e dategli fiducia, salvo il caso di essere totalmente certi che lui non fa per voi.
Tagliare e cambiare dicono più su di voi che l'allenatore.
Il successo di un allenatore dipende moltissimo dalla continuità.
l mio successo con Seb è possibile solo grazie alla sua lealtà nei miei riguardi, mentre io posso sperimentare lentamente ( variando solo un fattore alla volta ) e controllare i miei risultati .
Uso un sistema di allenamento denominato "five tiers" e che ho discusso con Frank Horwill già nel 1971 :

---Il modo in cui uso le sedute sui 300 metri è stato influenzato da Wilf Paish
---La mia poca conoscenza della fisiologia è stata migliorata grazie ai suggerimenti del Dr John Humphreys e da altri.I lavori di queste persone sono facilmente accessibili.
--- ho partecipato a conferenze tra allenatori, così come hanno fatto tanti altri e abbiamo tutti attinto dalle stesse fonti
---io ho costruito il programma di Seb anno dopo anno con i mattoni del mio allenamento. Frank Dick chiamo questo periodizzazione - usando microcicli e macrocicli.
---I sistemi di energia che cerco di sviluppare e usare sono quelli spiegati nelle pubblicazioni dei fisiologi dell'esercizio. La durata e l'intensità degli stimoli è nota a molti altri.

Ciò che c'è di speciale è che l'allenamento di Seb è adattato a lui in modo specifico e ciò che gli viene richiesto proviene da un allenatore che si trova nella particolare posizione di essere in grado di acvere una dettagliata conoscenza del suo allievo.
Quello che voglio dire è che non vi è alcuna formula magica. Una applicazione intelligente e logica di fatti ben noti, un lavoro maledettamente duro da parte dell'atleta e dell'allenatore, il non trascurare alcun dettaglio, la cura meticolosa, l'impegno...questo è quello che ci vuole.
Se io ho portato qualcosa di nuovo all'allenamento è quello che ho detto in un seminario in America 18 mesi fa : pensate come un buon e moderno manager dell'industria, identificate i vostri obiettivi a breve e a lungo termine, organizzate le vostre risorse e coordinate i vostri collaboratori.
Soprattutto prima si pensa e poi si agisce con convinzione.
Nel Regno Unito tutto ciò di cui abbiamo bisogno sono migliori impianti e il settore della medicina dello sport organizzata a livello nazionale per dare sostegno ai nostri allenatori.
Perchè per una volta non optare per una spiegazione semplice? Dotato dalla natura delle le giuste qualità, leale nei confronti dell'allenatore (... ) , impegnato in un duro training e totalmente disciplinato, Seb è diventato, semplicemente, bravissimo in ciò che fa. In altre parole, Sebastian Coe si è "costruito" meglio degli altri. Questa è una lezione che tutti possono vedere.
ferrari
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14525 08/02/2010 13:10
gran bel pezzo
grazie
alessandrotifi
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14527 08/02/2010 13:36
vero , gran bel pezzo.....
ci sono dentro molti begli aspetti , ma mi colpisce la ripetizione piu' volte riproposta del richiamo alla LEALTA' .....
........
gb62
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14528 08/02/2010 13:44
alessandrotifi ha scritto:
vero , gran bel pezzo.....
ci sono dentro molti begli aspetti , ma mi colpisce la ripetizione piu' volte riproposta del richiamo alla LEALTA' .....
........



Per i tecnici britannici è fondamentale.Se l'atleta non fa quello che gli si dice, se ne va a casa...
gb62
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14531 08/02/2010 14:38
Peter Coe parla dell'allenamento di forza veloce del figlio Sebastian ( in preparazione per la stagione 1982, purtroppo funestata dalla malattia, la "toxoplasmosi" ):

Modificheremo le sue sedute questo inverno perchè niente deve essere statico in allenamento, al fine di progredire il più possibile senza periodi di stasi.
Forza fisica ed esperienza possono equilibrare il fatto che l'atleta potrebbe rallentare.
Non si può sfuggire dalla velocità, e la velocità proviene dalla forza. E non si può correre veloci essendo deboli.
Affermo che un mezzofondista di "top level" deve avere un buon tempo sui 400 metri.
Frank Horwill ha scritto molte volte che la velocità è uguale alla forza.
Il modo di valutare le qualità anaerobiche è misurando la forza delle gambe.( Lewis Nomogram Test ).
Il lavoro in palestra a Loughborough fu ideale per Seb per incrementare la potenza delle gambe e la forza generale.
Ho parlato con George Gandy e lui e Seb hanno intrapreso un rigoroso programma di allenamento a circuito.
Gandy ha anche insegnato a Seb una buona tecnica di sollevamento pesi per proteggerlo da danni e infortuuni.
Adesso Seb esegue "back squats" con 180 libbre in serie da 6 ripetizioni, che non è male considerando che egli pesa solo 130 libbre.
Ma seb ha corso in staffetta 4x400 in 45.5 , il che è una indicazione della velocità guadagnata attraverso il lavoro sulla forza.
Abbinate quella velocità con il lavoro di endurance e di velocità specifica ed ecco che si arriva ad un 800 metri al di sotto del 1.42.
Il punto di svolta per quanto concerne la velocità di Seb è venuto con un lavoro in palestra molto ben condotto.
Il suo rapporto peso - potenza è molto buono ed egli possiede anche buona velocità e flessibilità.
Egli tiene ritmi elevati grazie alla forza e alla flessibilità.
Così noi abbiamo utilizzato ampiamente l'esperienza della biomecannica e dell'allenamento a circuito di George Gandy e il Centro di Valutazione Fisiologica del Dr. John Humphreys a Leeds.
Abbiamo scoperto che continuare a fare test fisiologici nello stesso centro rende i dati affidabili.
Altri dottori potrebbero pervenire a risultati differenti con gli stessi test, attraverso l'utilizzo di routine e attrezzature diverse.
Costantemente monitoriamo il suo VO2max, il livello dell'emoglobinma etc
Edo
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14534 08/02/2010 15:47
58 kg...e faceva 6 ripetizioni di squat con 80...una bella bestia...e con un allenamento molto aerobico...
Non dico solo cose giuste...
Se il tuo avversario è più abile di te nell arte del Kung Fu, scappa.
ferrari
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14536 08/02/2010 16:09
diciamo che c'è un feedback positivo tra allenamento della forza e velocità
bisogna chiedersi se per fare pesi ha tagliato del volume di corsa (e se sì, di quali elementi)
interessantissimo e.. grazie ancora!
luc
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14541 08/02/2010 16:25
ferrari,
non credo che abbia tagliato la corsa, manco quella lenta. non è poi eccezionale quello che faceva (come anche racconta lui stesso e il padre), anche io quando pesavo come coe facevo 4x10 di squat completo con 70kg... e non ero coe.
ferrari
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14558 08/02/2010 20:12
luc ha scritto:
ferrari,
non credo che abbia tagliato la corsa, manco quella lenta. non è poi eccezionale quello che faceva (come anche racconta lui stesso e il padre), anche io quando pesavo come coe facevo 4x10 di squat completo con 70kg... e non ero coe.


ma nn mi riferivo ai valori atletici
un PLer ti solleva con il peso di Coe più del triplo (quasi 300 kg)
dico, interessante l'articolo non i pesi di coe
cmq sia, ho letto più volte che si curi (chiaramente con enfasi diverse e risultati diversi) la forza pure nei mezzofondisti
penso che bungei o meglio il suo allenatore abbia attinto da questi studi
gb62
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14562 08/02/2010 20:31
ferrari ha scritto:
diciamo che c'è un feedback positivo tra allenamento della forza e velocità
bisogna chiedersi se per fare pesi ha tagliato del volume di corsa (e se sì, di quali elementi)
interessantissimo e.. grazie ancora!


Inizialmente Coe non trovava eccezionalmente difficile fare fondo medio sui 16 km a 3.10 - 3.20 al km e poi andare in palestra per circa 2 ore ( 18.30 fino alle 20.30 ).
Intorno ai 30 anni cambiò registro, a quanto sembra, diminuendo o anche eliminado la corsa nel giorno della seduta con i pesi, per dare al lavoro di pesistica una elevata intensità.
eroszag
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Re:lettera di Peter Coe ad Athletics Weekly

#14584 09/02/2010 00:08
tra 180 libbre ed i 180 kg riportati qui in passato..la differenza è abnorme..
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