La preparazione giorno per giorno di Gianni Tomasicchio...

Atleti

"Mimmo" Rao: un oro europeo

Domenico “Mimmo” Rao è nato a Catania l’11 giugno 1977. E' alto 180 cm per 76 kg. di peso. Si allena a Catania, presso il gli impianti del Cus Catania, sotto la guida attenta del prof. Filippo Di Mulo.

E' stato uno dei coprotagonisti che a Torino, in occasione dei recenti Euroindoor, ha regalato all' Italia un sogno tutto d'oro.

Con Jacopo Marin, Matteo Galvan e Claudio Licciardello, nella storica staffetta del miglio, porta l'oro a casa nella giornata finale degli europei di atletica indoor di Torino.

Quella che segue è una intervista che mi ha molto colpito per la dovizia di particolarie ma anche e sopratutto per l'entusiasmo di Mimmo, che in modo tangibile, si riesce a percepire e ad emozionare.

Buona lettura.

Ciao Mimmo, ben trovato. Innanzi tutto complimenti per questa bella medaglia. Grazie mille.

Raccontaci un po' come è andata: il piazzamento agli assoluti, la convocazione, l'attesa per la gara, il riscaldamento e la finale. Per quanto riguarda gli Assoluti di Torino penso di aver svolto pienamente il mio compito, non ho voluto rischiare nulla, per questo sia in batteria che in finale ho fatto 2 gare accorte senza rischiare il passaggio forte. Il mio compito era entrare fra i primi 4 e così è stato.

Mi è dispiaciuto solo il fatto di aver dovuto sprecare troppo in batteria, penalizzando il tempo della finale, ma non potevo fare altrimenti con Galvan, Cavallaro…...etc e fino a quando ad un Campionato Italiano Indoor si da la possibilità di iscriversi con i tempi all’aperto si andrà sempre incontro a batterie squilibrate. Immediatamente dopo la finale ho ricevuto la certezza della convocazione, ho passato 1 settimana tranquilla a casa, poi subito a Torino con gli altri ragazzi della 4x400.

Sin dal primo giorno in cui abbiamo cominciato a provare i cambi, ho avvertito parecchia determinazione in tutti, e non il classico “appagamento da convocazione”. Sapevamo che potevamo fare bene, e l’enorme affiatamento che abbiamo trovato sia in campo che fuori ci ha aiutato parecchio.

Ho vissuto 2 giorni di gara dagli spalti, ho gioito ed assaporato l’inno Italiano grazie a Fabrizio Donato, ed emozionato “da infarto” nel vedere l’argento di Claudio (molto più rilassante gareggiare che vedere un amico giocarsi una medaglia importante). Ma il 3°giorno toccava a me, mi sono gustato momento per momento di quella giornata, ve la potrei raccontare in maniera dettagliata ma penso che vi annoiereiJ , so solo che durante il riscaldamento mi sentivo bene e l’adrenalina cominciava a salire.

Si è avvicinato a me il Prof. Di Mulo dicendomi:” Mi raccomando dai il testimone a Claudio in posizione ottimale che vi giocate il Bronzo”.

Ed io gli risposi:”Prof. deve essere Oro”. Poi l’entrata in Call Room e successivamente in campo, il pubblico che urlava a squarciagola, si respirava un atmosfera stranissima, un tifo da stadio che non si è mai sentito così forte in tutto l’europeo. In quel momento sapevo che una cosa del genere in casa non mi sarebbe mai più successa in carriera,e quindi andava sfruttata al meglio.

Parte la gara, Jacopo riesce a tener testa fino alla fine a gente da “finale” come l’inglese Buck, poi Galvan che “di slancioooo” supera 2 avversari, “un fenomeno” , mi da il testimone sono stato bravo a non voler subito chiudere il distacco con il russo e l’inglese, non volevo andare incontro ad imbarcate di acido lattico che potevano compromettere il finale, il pubblico straordinario, mi ha spinto fino alla fine, 46”87 elettrico in frazione e parte Claudio….. mi abbasso i primi 200m per recuperare dallo sforzo, alzo lo sguardo e vedo passare Claudio 3°, ma io lo conosco bene, ho notato subito che ancora ne aveva di birra da vendere e così è stato.

Il Russo e l’Inglese si sono ammazzati le gambe con quel passaggio folle a 21”40 e con un “Licciardello in rimonta” non si scherza, ha avuto pure il tempo di giocare guardandosi a destra e sinistra, non ci sono veramente parole per descrivere quello che ha fatto. Italia CAMPIONE D’EUROPA nella 4x400m, mai successo, l’Oval ormai era diventata una bolgia ed io mi sono goduto il giro d’onore con la bandiera al collo che da tanto tempo sognavo.

Adesso come ci si sente con una medaglia così pesante al collo? Da parte mia mi sento finalmente realizzato, ho dato un senso a 15 anni di attività e di sacrifici fatti in campo e fuori, infortuni etc adesso voglio godermi in pieno questo momento penso che me lo sia meritato.

Ti aspettavi una stagione indoor cosi' ricca di soddisfazioni e di emozioni? Sì, 15 giorni prima della gara di Vienna con Claudio abbiamo fatto un test con esito parecchio positivo e gli dissi subito:” a Torino in camera insieme”?

Come vivi questo periodo post Europeo in funzione delle gare all'aperto? Già ho messo da parte tutti i festeggiamenti ed ho voltato pagina, com’è giusto che sia. L’Atletica se non lavori non ti regala niente, sono già in raduno a Formia e con tanta carica in più che mi ha dato questa medaglia.

Oltre ovviamente a quella degli Euroindoor, c'è una gara che ti è rimasta nel cuore in cui hai sorpreso te stesso con un tempo che non ti aspettavi? Penso il 47”20 indoor che ho fatto a Torino nel 2003 con un tendine già a pezzi.

Quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere? Dall’alto dei miei 31 anni non posso programmare a lungo termine quindi è giunta l’ora di raccogliere, mi piacerebbe essere presente ad ogni grosso appuntamento da qua ai prossimi 2 anni, Coppa Europa, Berlino, Mondiali Indoor, Europei di Barcellona….. mi sono segnato tutto, lavoro per questo, come ha dimostrato il grande Fabrizio Mori è l’età della maturazione…… Londra 2012?? È dura, ma io ci provo J

Come vivi il giorno ed i momenti prima di una gara? Ormai è sempre lo stesso, ti alzi dal letto e pensi:” ma con tutti questi dolori,dove devo andare oggi?” invece ormai ho imparato a gestire anche questo, fa parte della psicologia dell’atleta, individuare tutte le problematiche fisiche giusto il giorno della gara J. Guarda caso tutti quel giorno si sentono le gambe pesanti…… film già visti. Io penso alla gara solo al momento del riscaldamento, se ho lavorato bene, devo solo dimostrarlo,per questo negli ultimi anni ho un rendimento molto continuo.

In cosa riconosci i tuoi punti deboli e quali sono i tuoi punti di forza? Non ho un tipo di corsa elastica e uso poco i piedi, per il resto mi reputo abbastanza completo parecchio veloce, e con un ottima resistenza di base…… peccato veramente per quei piedi, colpa del mio 1° allenatore A.C…. mi considerava un mezzofondista, ha sbagliato tutto con me.

Quale deve essere secondo te la qualità che assolutamente non deve mancare ad un quattrocentista? La facilità di corsa a ritmi sostenuti e il saper soffrire in allenamento.

Qual è il tuo allenamento preferito? C’è una distanza non olimpica che ti piacerebbe correre in gara ? Amo la resistenza alla velocità, perché piano piano con Il prof. Di Mulo stiamo riuscendo ad estrapolare il velocista che c’è in me, e quindi ogni volta che corro distanze brevi mi miglioro sempre. In gara le distanze non olimpiche non mi attraggono, vorrei corre un 100m.

Ci puoi mettere a parte di un allenamento che più di altri ti è rimasto impresso? 3x500m rec’12’ 1’05” – 1’05” – 1’07”

Quali sono i tuoi personali in allenamento sui 100, 150, 200, 300 e 500? 10”01 – 15”26 – 20”84 – 32”9 – 1’02”

In vista delle gare all'aperto, quali sono gli allenamenti sui quali dedicherai maggiore attenzione? Sicuramente quelli che ti danno più indicazione sono quelli basati sulla ritmica del 400, cercare sempre in tutte le prove un ritmo che si avvicina molto a quello della gara.

Parlaci del rapporto col tuo allenatore e con i tuoi compagni di allenamento. Gli devo tanto al Prof.Di Mulo è riuscito più volte a sollevarmi da periodi veramente neri della mia carriera, lo stimo sia come persona che come allenatore, fuori e dentro il campo è una persona d’oro con cui ti puoi confidare a 360°. Il nostro gruppo è molto unito, ormai con molti come Anita, Alessandro ci conosciamo da una vita, con Claudio ormai condivido minuto per minuto tutti gli allenamenti, e spesso ci organizziamo per vederci fuori dal campo.

La medaglia agli Euroindoor è stato senza dubbio un buon viatico. All'aperto però sarà necessario correre a velocità medie più elevate. Credi ci siano i presupposti per una 4x400 competitiva ai prossimi mondiali? Io credo che dopo quest’oro tutto il movimento del 400ismo italiano sia stato stimolato. Con Claudio, Galvan che sta crescendo a vista d’occhio, Marin che a mio avviso ancora ha fatto vedere ben poco rispetto alle sue potenzialità, un rientrante Barberi e mettiamoci pure la mia esperienza J si può veramente pensare di fare le cose in grande.

Cambiamo argomento per parlare del rapporto con i media. Credi che gli spazi concessi all'atletica da tv e stampa siano sufficienti? Assolutamente no.

Cosa si potrebbe fare? È un discorso abbastanza complesso, è un problema che parte da lontano, dalla cultura sportiva dell’italiano medio che prevede solo ed esclusivamente Calcio. Magari si potrebbe cominciare a mettere durante gli intervalli delle partite qualche gara di atletica.

Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica? Che l’ultima volta che mi sono visto io correre mi sono messo a piangere e per riuscire a provare anche lui certe emozioni dovrebbe quantomeno provarci con qualche sprint.

Grazie "Mimmuzzo" per tutte le belle cose che ci hai raccontato a presto e sopratutto buona velocità.

Foto di Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL

Euroindoor: Cerutti "Argento"

Fabio Cerutti è nato a Torino il 26 settembre 1985. E’ alto 189 cm per 84 kg. di peso.

Un'alieno, un “colosso della velocità “ che quest’anno ci ha regalato un argento agli Euroindoor, un record italiano eguagliato ed una medaglia d’oro ai campionati mondiali militari.

Abbiamo forse trovato un altro sprinter di livello internazionale?

A ben vedere pare proprio di si.

Il suo cammino per l’alta qualificazione - progettato da Alessandro Nocera - ha inizio nel 2006, quando appena ventunenne sigla 6”77 e 10”43 (+1.7) sui 100. L’anno successivo il primo vero salto di qualità: chiude la stagione al coperto in 6”62 , cosa che ripeterà nel 2008.

Nel 2009 la progressione è da manuale: a Mosca quasi eguaglia la sua miglior prestazione correndo in 6”64. E’ poi la volta di Karlsruhe (6”58), nuovo primato personale.

A Torino, nelle semifinali dei campionati italiani indoor eguaglia il primato italiano in 6”55. Qualche settimana più tardi sempre a Torino, agli Euroindoor, si metterà al collo un argento che vale oro.

Un'emozione doppia che condivide con l'amico Emanuele di gregorio anch'egli sul podio d'europa.

Fabio quest’anno ha dimostrato di saper essere presente quando conta. Di vincere e fare i tempi quando serve. Lo ha dimostrato anche l’anno scorso a Cagliari e lo avrebbe probabilmente fatto anche a Pechino se un’ infortunio non lo avesse limitato.

Ora si guarda all’aperto, ai mondiali, ad una semifinale in cui esserci per dire la propria e ad un podio che forse con la staffetta non è così improbabile, gli uomini ci sono.

Ciao Fabio, grazie per aver raccolto il nostro invito. Ciao a tutti.

Come ti sei avvicinato all'atletica leggera? Con delle gare scolastiche locali, avevo vinto e da quel momento mi sono iscritto alla società del paese la C.B.R. Borgaretto.

C'è stato un momento in cui ha capito che potevi vivere l'atletica come protagonista? Dopo la finale del 2007 agli europei di Birmingham. E sopratutto dopo il 10.13 di cagliari. Ogni traguardo però mi fa capire che posso dare sempre di più. Anche la medaglia d’argento a Torino non mi ha soddisfatto al 100% perchè avevo nelle gambe il RI

Ti aspettavi una stagione indoor cosi' ricca di soddisfazioni e di emozioni? Si perché lavoriamo per avere soddisfazioni dal cronometro.

Già dal 2008 hai dimostrato di avere una marcia in più rispetto al passato. Quali elementi di novità hai introdotto negli allenamenti? Quest’anno abbiamo fatto tanta forza massima senza nessun elemento di trasformazione, poca pliometria tanta qualità nelle corse veloci.

Questa è la tua prima medaglia di valore internazionale a livello assoluto.Come hai vissuto questo momento? E’stato un momento importante, il momento più coinvolgente della mia attività fino ad oggi.

Europei indoor a Torino. Da torinese come è stato stare li in batteria con un pubblico amico? Il pubblico è stato fantastico mi ha dato una spinta notevole. E’ bello avere della gente che ti sta vicino in momenti così importanti.

In finale hai realizzato un'impresa storica di cui tutto l'ambiente sportivo ti è riconoscente. Osservando bene i turni ho notato che via via hai accorciato un po' il passo e la tua partenza mi è sembrata, relativamente, meno esplosiva del solito, o almeno meno degli assoluti. E' solo una mia impressione? Sicuramente agli assoluti ho avuto la sfortuna di non correre la finale e di non riuscire a fare quello che ci eravamo prefissati di fare. Probabilmente la condizione ha raggiunto la punta massima agli assoluti dove ho corso 6”55 girandomi verso il display. Per quanto riguarda i passi non saprei risponderti

Adesso all’aperto potresti essere uno dei pochi italiani di sempre a poter correre stabilmente sotto i 10”10. Credi che questo possa essere un obiettivo raggiungibile? Nessun italiano ha mai corso stabilmente sotto i 10.10, nemmeno sotto i 10"15 . Se dovessi essere il primo sarei veramente felice.

Ci puoi metter a parte di qualche informazione sui tuoi allenamenti? Per esempio qual è la tua distanza preferita in allenamento e la tua qualità migliore? La qualità migliore la devo ancora capire, ma credo che ci sono vicino, ci vorranno un paio di stagioni e ve la saprò dire. La distanza preferita è quella che percorro dal divano al frigo quando ho fame.....scherzo... Mi piace molto correre il 150 perché è una distanza intermedia, non troppo lunga che mi permette di esprimere velocità elevate simili a quelle di un 100m.

Ci puoi citare un allenamento che più di altri ti è rimasto impresso? Non ho allenamenti particolari che mi siano rimasti , non mi ricordo mai i tempi e cerco di rimuoverne il ricordo per guardare avanti, ma certamente come mi sentivo di accelerare i giorni prima degli italiani è qualcosa che mi è rimasta.

Ci puoi confidare i tuoi personali sui 30, 60, 80, 150 e 300? 3.40 6.20 8.12 15.11 300 n.p.

Atleticamente nasci come lunghista. In allenamento nei balzi come te la cavi? Credo bene. 3.34 di lungo da fermo, 10.05 nel triplo da fermo 17,56 di quintuplo, decuplo 37.89.S’intende con partenza a piè pari.

Credi che ciò che si è vissuto in queste indoor possa essere di buon auspicio per una 4x100 coi fiocchi? E’ una questione più complessa quella della staffetta. Ci andrebbe un progetto serio dopodiché sicuramente la 4x100 andrà forte.

Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica? Gli direi di fare atletica perché è un mondo dove ci si può confrontare con gli altri e di farlo sempre con gioia perché la carriera di un atleta non si costruisce se non ci si diverte. Subito dopo lo sfiderei...eh eh eh .

Grazie Fabio per il tempo che ci hai dedicato, a presto. Grazie a Voi e complimenti!

Foto di Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL

Roberto Donati "Argento" ai Militari Indoor

Roberto Donati è nato a Rieti il 15-03-1983. E’ alto 185 cm per 83 kg. Tesserato per il gruppo sportivo dell’esercito è stato una delle più belle rivelazioni di questa stagione indoor.

Già all’aperto, nel 2008, si era messo in evidenza sui 100; questo inverno però ha segnato decisamente il salto di qualità.

Ha esordito a inizio stagione con un tempo molto promettente che poteva sembrare - solo ai meno attenti - un episodio isolato.

Roberto invece, gara dopo gara, ha continuato a macinare personali su personali fino a siglare 6”63 nella batteria di Karlsrhue e a guadagnare un argento ai campionati del mondo militari. Il suo rendimento in questa stagione è stato di qualità ma anche e soprattutto costante e senza sussulti.

Niente male per un ragazzo che fino a qualche tempo fa correva i 400 ad ostacoli.

Con la cilindrata acquisita in questa stagione indoor, la strada per Roberto – in proiezione 100 metri – è in discesa avendo tutte le carte in regola per potersi candidare con autorevolezza nella rosa degli staffettisti azzurri.

Impiega poco meno di 28 passi per coprire i 60 dai blocchi (6,5 i primi 10 metri). Una ritmica la sua che – verosimilmente – lo porterà a coprire la distanza più lunga dei 100 in poco più di 44 passi.

Ciao Roberto, innanzi tutto complimenti per quanto sei riuscito a realizzare e grazie per aver accolto il nostro invito. GRAZIE

Il tuo approccio alla velocità per certi versi è inconsueto. Sei cresciuto come quattrocentista e solo dall’anno scorso sei approdato alla velocità pura. Come è perché hai maturato questo passaggio ? Se e quali difficoltà hai incontrato? IL MIO PASSAGGIO ALLA VELOCITA' E' DATO DAI MIEI VALORI EMATICI TROPPO BASSI PER PREPARARE AL MEGLIO UN 400 MT. DOPO IL 2005,DOVE HO VINTO 2 TITOLI ITALIANI UNDER 23 (200 MT. INDOOR 21.81 E 400 HS 51.41)E CENTRATO LA SEMI-FINALE EUROPEA UNDER 23 DI ERFURT,HO FATTO FATICA A SMALTIRE LO STRESS PASSANDO 2 ANNI BUI.HO SEMPRE AVUTO BUONI RISCONTRI NELLA VELOCITA' IN ALLENAMENTO,COSI' MI SONO PROPOSTO NUOVI STIMOLI E OBBIETTIVI.LE MIE DIFFICOLTA' ATTUALI SONO NEL MODIFICARE LA MIA TECNICA DI CORSA RENDENDOLA PIU' EFFICACE POSSIBILE.

In poco tempo sei diventato uno dei protagonisti della velocità azzurra. Come stai vivendo questa situazione? SONO SERENO E PENSO A LAVORARE CON BUONA CONTINUITA' COME HO FATTO QUEST'INVERNO.IL GENIO E L'ESPERIENZA DEL MIO ALLENATORE PROF. BONOMI ROBERTO STANNO FACENDO IL RESTO. SPERO DI POTER RINGRAZIARE IL "COACH" CON MAGGIOR RISULTATI,IL SUO TALENTO MERITA QUESTO E NON CI SONO PAROLE PER LA SUA DEDIZIONE GIORNALIERA NEI NOSTRI CONFRONTI,GRATIS.

Dopo quello che hai realizzato questo inverno, pensi che sia cambiato qualcosa nel modo di approcciarti all’allenamento? SO' CHE SE VOGLIO CORRERE IN CERTI TEMPI DEVO SEGUIRE UNA STRADA BEN PRECISA,TALE STRADA E' MOLTO IN SALITA E NON PERMETTE DISTRAZIONI,MA NON E' IMPOSSIBILE PERCORRERLA.

Quali elementi di novità hai introdotto nella preparazione di quest’anno? PIU' ATTENZIONE PERSONALE,CERCANDO DI LIMITARE LE MIE MAGGIORI LACUNE (PERDITA DI PESO,ESERCIZI SPECIFICI PER MUSCOLI PIU' DEBOLI E MENO DISTRAZIONI NEL SOCIALE)

Dove ti alleni e con chi? MI ALLENO A RIETI SOTTO LA GUIDA DEL PROF. BONOMI CON MIO FRATELLO MAX,LUCA VERDECCHIA,SIMONE COLLIO,ROSSI MAURO,FILIPPONI FRANCESCO,MARTINA GIOVANETTI,MARTA TOMASSETTI,ENRICA SPACCA,MARTA OLIVA. IL MIGLIOR GRUPPO DI ALLENAMENTO CHE POSSA DESIDERARE,RAGAZZI FORTI E IN GAMBA DAI QUALI IMPARO OGNI GIORNO TANTO.TRA NOI OLTRE A STIMA E RISPETTO C'E' ANCHE MOLTA AMICIZIA.

Quando riprenderai la preparazione e quando pensi di entrare in gara all’aperto? SONO TORNATO DA ATENE IERI (16 MARZO) OGGI HO FATTO IL PRIMA LAVORO IN PISTA. CREDO CHE DI POTER COMINCIARE A GAREGGIARE PER FINE MAGGIO AL MASSIMO I PRIMI DI GIUGNO.

Ci puoi mettere a parte di qualche informazione particolare relativa ai tuoi allenamenti?. Per esempio qual è la tua distanza preferita in allenamento e la tua qualità migliore?  IL PROF. BONOMI E' UN GRANDE ESPERTO DELLA SCUOLA ITALIANA DELLA VELOCITA', IO CONDIVIDO PIENAMENTE QUESTA METODOLOGIA DI ALLENAMENTO. SPESSO CI AVVALIAMO DEI PREZIOSI CONSIGLI DEL PROF.VITTORI CHE RINGRAZIO ANCHE PERCHE' SPESSO VIENE A TROVARCI A RIETI. PER ME I CONSIGLI DEL "PROF" SONO SEMPRE STATI ILLUMINANTI. LA MIA DISTANZA PREFERITA SONO I 300 MT IN ALLENAMENTO.

Ci puoi citare un allenamento che più di altri ti è rimasto impresso? LA SCORSO APRILE CON SIMONE,4x150 L'ULTIMO DEI 4 CHIUSO IN 15.08 E GLI ALTRI NON DI MOLTO SOPRA.

I nostri lettori sono avidi di informazioni. Quali sono i tuoi personali sui 30, 60, 80, 150 e 300? 6.18 -8.19-15.08-33.32

Raccontaci di una gara in cui – più che in altre – hai sorpreso te stesso. DOPO GLI ITALIANI INDOOR DI TORINO E LA MIA NON CONVOCAZIONE PER GLI EUROPEI DA TITOLARE,HO ACCETTATO DI CORRERE A PRAGA IN CONDIZIONI MENTALI NON OTTIME,HO CORSO LO STESSO GESTENDO MOLTO BENE I DUE TURNI CON AVVERSARI DI LIVELLO MONDIALE.IMPONENDOMI DI CORRERE SUI MIEI LIVELLI ANCHE QUANDO LE COSE NON VANNO COME SPERO.

In chiave 4x100 credi che ci siano i presupposti per lavorare ad un progetto comune e comunemente condiviso con l’obiettivo di centrare una finale mondiale? NON HO MAI FATTO PARTE DELLA STAFFETTA AZZURRA,PERCHE' I MIEI SCARSI RISULTATI NON ME LO HANNO PERMESSO. FARO' IL MASSIMO PER CORRERE FORTE E OTTENERE LA CONVOCAZIONE,SAREBBE PER ME UN ONORE DA ITALIANO. CONSIDERANDO PERO' GLI AVVENIMENTI POST ITALIANI E LO SCARSO FEELING CHE HO AVUTO CON IL CT E RESPONSABILE ATTUALE DELLA VELOCITA' ITALIANA PROF. UGUAGLIATI NON SO' QUANTO POSSO ESSERE CONSIDERATO PER IL PROGETTO STAFFETTA.

E' SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI CHE IL POTENZIALE C'E'.SONO SICURO CHE GLI ATRI RAGAZZI COME ME HANNO INTENZIONE DI CORRERE MOLTO FORTE QUEST'ANNO,SONO ENTRATO DA POCO NELL'AMBIENTE "NAZIONALE" MA TRA NOI C'E' BUON FEELING E RISPETTO. BISOGNA LAVORARE CON CRITERIO PER LA STAFFETTA PER CORRERE PIU' VICINO POSSIBILE A 38,SE NON SI FANNO QUI TEMPI LI NEL MONDO NON SI VA MOLTO LONTANO.

L'ITALIA ATTUALE HA POSSIBILITA' DI FARLO,MA LE PAROLE SE LE PORTA VIA IL VENTO....BISOGNA PRIMA FARLI QUI TEMPI.CI SARA ' DA LAVORARE,SI DEVONO RISCATTARE GLI ULTIMI ANNI DI DELUSIONI,SARA' UNA GROSSA MOTIVAZIONE QUESTA.

Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica. CHE E' UN SPORT RAFFINATO E BELLISSIMO,DIFFICILE MA RICCO DI SODDISFAZIONI. CI SARANNO DEI MOMENTI MOLTO DURI E PERSONE CHE NON CREDONO IN TE,MA NON SMETTERE MAI DI CREDERE IN SE STESSI E DARE SEMPRE IL MEGLIO PER FAR SI CHE LE GIOIE SIANO PIU' DELLE DELUSIONI.

Grazie Roberto per il tempo che ci hai dedicato, in bocca al lupo per la stagione all’aperto. E' STATO UN PIACERE,CREPI IL LUPO E BUON LAVORO.

Aurora Salvagno: un sogno Europeo

asalvagnoAurora è una delle velociste più rappresentative nel panorama nazionale.

Per un sol soffio nel 2008 non è entrata a far parte della squadra olimpica. Ma la tenace velocista dell'Aeronautica Militare non si è data per vinta.

Dopo un brevissimo periodo di riflessione utile a riprendere in mano la situazione, si è messa al lavoro per presentarsi nella miglior condizione in questa stagione indoor.

Già dalle prime uscite si è capito subito che Aurora aveva dalla sua qualcosa di speciale. E così è stato.

Gara dopo gara ha dimostrato continuità di rendimento, fin a conquistare un argento ai campionati italiani indoor e fin'anche a guadagnare la fiducia del DT Uguagliati che l'ha convocata per gli Euroindoor di Torino.

Una bella rivincita col destino.

Ci hai sempre creduto ed il tuo rendimento è sempre stato costante. Come si prepara una condizione di questo tipo? Diciamo che la  delusione dell'anno olimpico è stata grande, mi sono allenata tantissimo per raggiungere l'obiettivo (forse anche troppo..!!) e sono rimasta con un pugno di mosche in mano!

Ma la cosa peggiore è stata la pressione, la responsabilità che non sono riuscita a gestire nella gara più importante, cioè ai campionai italiani assoluti a Cagliari, proprio nella mia terra.

Diciamo che dopo tutto, a freddo, ho capito che questa situazione mi ha fatto bene, mi ha fatto capire molte cose. In 12 anni che faccio atletica non avevo mai avuto una delusione cosi grande, ma queste sconfitte fanno crescere, mi sono rialzata e ho rincominciato a combattere più forte di prima, ovviamente con l'aiuto del mio tecnico Marco Ciccarella che ha sempre creduto in me fin da piccola.

Ho iniziato la preparazione invernale con un problema ad un piede, una brutta infiammazione al tendine del primo metatarso, che in seguito sono riuscita a risolvere con una terapia molto efficace (CRM -Ottimizzazione Neuro Psico Fisica Relazionale); quindi ho iniziato un po’ in ritardo ma con il tempo necessario per poter arrivare in forma per la stagione indoor.

Abbiamo  curato molto la forza in palestra e la tecnica in pista, senza porci molto obbiettivi per evitare la situazione creatasi l'anno passato. Le risposte agli allenamenti sono state subito positive dunque passo dopo passo sono riuscita ad avere di nuovo fiducia  in me stessa e nelle mie forze arrivando con molta determinazione ai campionati italiani assoluti di Torino .

Come vivi questa convocazione Aurora? Sono molto felice, è una conferma per me stessa, un buon inizio per un anno che spero sia meraviglioso e una rivincita per l'anno olimpico perché forse ho chiarito dentro di me alcune situazioni che si sono create l'anno precedente.

Le tue avversarie saranno molto agguerrite. Dove pensi si possa arrivare? Be, che dire, gli europei sono una competizione internazionale dove il livello è molto alto e dunque per me è gia un onore essere lì a titolo individuale, ma combatterò per riuscire a fare prima di tutto  il mio personale e se è possibile a superare un turno. Insomma,voglio onorare nel migliore dei modi questa convocazione e la maglia azzurra.

Fino agli europei che tipo di lavori pensi di svolgere? Io e il mio allenatore abbiamo deciso di curare l'uscita dai blocchi, perché secondo lui c'è qualcosina da sistemare, almeno nei primi appoggi,e poi la parte finale del lanciato,dove ogni tanto anticipo troppo l'arrivo; e infine...riposo!..devo arrivare fresca!

Anche la velocità femminile è in fermento. Credi che ciò che si sta vedendo in queste indoor sia di buon auspicio per una 4x100 coi fiocchi? Penso proprio di si, abbiamo dei buoni talenti in Italia. Negli ultimi anni il livello è cresciuto considerevolmente, ci sono stati record della 4x100 in tutte le categorie,manca ancora, però, la...ciliegina sulla torta!!!chissà che questo non sia l'anno buono!con atlete come Anita e Vincenza tutto è possibile!

Vuoi ringraziare qualcuno in particolare per quello che stai ottenendo anno dopo anno in atletica? Sono molte le persone che mi sono vicine in questo mio grande sogno che è l’atletica. Normalmente se ne citano solo alcune, ma io vorrei ringraziarle tutte. Prima di tutto, il mio allenatore Marco Ciccarella che mi ha fatto crescere in tutti questi anni; le società civili in cui sono cresciuta (la Gymnasium Alghero e il Cus Sassari ); l'Aeronautica Militare che mi permette di fare atletica con tranquillità e serenità; poi il mio osteopata Gavino Ruzzu, la mia famiglia, il mio ragazzo Anthony che mi aiuta sempre e mi da forza, tutti i miei amici e amiche. Poi vorrei ringraziare il Dr.Castagna e Dr.Maggioni che si sono presi cura del mio problema al piede, e il mio dottore  Paolo Pais che mi segue pure dal punto di vista alimentare.

Sono troppi???

Grazie Aurora per il tempo che ci hai dedicato. La tua grande simpatia e la tua gioia di correre si percepiscono chiaramente dalle parole che hai usato.

In bocca al lupo per gli Europei e sopratutto buona velocità.

Matteo Galvan "oro 4x400" agli Euroindoor

Nato a Vicenza il 24/8/1988 Matteo Galvan è alto 182 cm per 73 kg.

E’ tesserato per il gruppo sportivo delle FFGG. Dopo una parentesi nel calcio si avvicina all’atletica ed è amore a prima vista.

Viene alla ribalta nel m2005 con una crescita in parte inattesa: porta a casa – con i colori dell’atletica vicentina - una storica medaglia di bronzo ai Mondiali U.18 di Marrakech, migliorando il personale in ognuno dei tre turni disputati (21”22, 21”17 e infine 21”14).

Progressione: 2004 (16) 10”9/22”15; 2005 (17) 10”72/21”14; 2006 (18) 10”54/20”87.

Nel 2009 ha esordito seriamente sui 400. E che esordio!!

Argento agli assoluti di Torino, una finale conquistata nella gara individuale nei 400 agli Euroindoor e sempre agli Euroindoor una medaglia d'oro nella 4x400.

Un'inizio stagione formidabile quello di Matteo che ha regalato all'atletica Azzurra un quattrocentista di una notevole cilindrata.

Innanzi tutto grazie Matteo, per il tempo che ci sta dedicando. Grazie a voi e complimenti per il sito.

Come hai iniziato a praticare l’atletica leggera, e quando hai capito di essere un velocista? Ho iniziato nel 2004 in seguito ai giochi sportivi studenteschi,dopo 10 anni di calcio. Ho capito di essere un velocista alla mia prima gara in occasione dei Campionati regionali di società ad Arzignano (Vicenza), categoria allievi (16-17anni), dove vinsi con sorpresa di tutti e soprattutto mia i 100 metri in 10”9 (manuale) e il giorno dopo vinsi anche i 200 metri.

Da qualche anno ti sei cimentato nei 400. Come hai maturato questa scelta? Ho saputo che il mio futuro sarebbe stato nei 400 dopo la mia prima gara dove il Prof. Pegoraro notò le mie caratteristiche fisiche. Da li iniziammo subito a lavorare sui 200 per creare una solida base per i 400.

Dove ti alleni e con chi? Quanti allenamenti svolgi a settimana e qual e' la tua seduta di allenamento preferita? Mi alleno prevalentemente a Vicenza con altri ragazzi all’ incirca della mia età tra i quali Michael Tumi e Francesca Marangoni, giovani velocisti a livello nazionale e sono seguito dal Prof.Pegoraro. Di media svolgo 7 allenamenti a settimana e la mia seduta di allenamento preferita è quella di resistenza alla velocità.

Come vivi il giorno ed i momenti prima di una gara? Li vivo in modo normalissimo, come gli altri giorni. Ovviamente rimango concentrato senza perdermi in cose inutili.

Qualche rammarico che ci puoi confessare o qualche sogno nel cassetto di cui ci vuoi parlare? La mia più grande delusione è stata non partecipare l’anno scorso ai Giochi Olimpici con la 4x400 per cause veramente banali a mio punto di vista. In realtà sono rammaricato fino ad un certo punto per il fatto che sarei andato solo per fare esperienza mentre il vero obbiettivo della mia carriera è Londra 2012, dove spero andrò non solo per fare presenza ma per dimostrare quello che valgo veramente

La tua distanza preferita in allenamento, la tua qualità migliore ed il tuo peggior difetto in gara? La mia distanza preferita in allenamento sono i 150. La mia qualità migliore è il mio spirito competitivo e il mio difetto sia mentale che tecnico è la partenza!!

Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica? Io dall'atletica ho imparato molte cose, ti insegna a confrontarti con gli altri e a mettere a nudo tutte le tue caratteristiche, insomma, ti fa da trainer per quando dovrai cavartela da solo.Correre per me vuol dire esprimere in pista quello che per il mio carattere, un po’ introverso, non riesco ad esprimere in altro modo.

C’è stata una gara in cui sei rimasto particolarmente sorpreso di quello che avevi fatto? Ce ne sono state varie ma l’ ultima in ordine cronologico è stata agli italiani assoluti indoor a Torino dove non pensavo veramente di fare un tempo così vicino ai 46 netti, il mio obbiettivo stagionale era 46.50 che avevo centrato a Tampere ma non pensavo di scendere ancora.

Ci puoi citare un allenamento che più di altri ti è rimasto impresso? Mi ricordo di un allenamento nel 2008 dove feci 150 - 200 - 300 con il crono 15.5 - 20.9 - 32.8, ovvero i miei personali in allenamento di tutte e tre le distanze.

E sui 500 quanto forte riesci a correre? I 500 sono il mio tallone d’ Achille, non sono mai riuscito a scendere sotto 1.06 ma di questo non mi preoccupo perché significa che posso molto migliorare (il prof. Pegoraro si chiede sempre come possa aver fatto 46”26 con quel personale “ridicolo” nei 500 e soprattutto si chiede cosa potrò fare nei 400 una volta che riuscirò a migliorarmi notevolmente nei 500)

Passiamo agli Europei. Di fatto questa è stata la tua prima medaglia di valore internazionale a livello assoluto. Come hai vissuto questo momento? E’ passato tutto così in fretta che ho realizzato “l’impresa” quando sono arrivato a casa e ho rivisto la gara, abbiamo fatto veramente una cosa incredibile. Questo mi rende felice soprattutto perché sono passato da “promessa” dell atletica italiana a “protagonista” a soli 20 anni. Non dimentichiamo comunque la finale dei 400; quello è stato un altro obbiettivo importante perché ho confermato che in ogni competizione internazionale alla quale ho partecipato sono sempre riuscito a raggiungere la finale, anche a livello assoluto come quest’ anno.

In gara hai dimostrato una grandissima sensibilità ritmica, con passaggi adeguati ed un differenziale fra le due frazioni di gara da manuale. Hai studiato a tavolino questa capacità oppure è una qualità che ti appartiene naturalmente? Di 400 ne ho fatti ben pochi,  soprattutto indoor, quindi penso sia una capacità che mi appartenga naturalmente. Come ha sempre detto il prof. Pegoraro è proprio la mia gara!!

La velocità che hai nelle gambe ti consentirebbe di contendere a Claudio Licciardello il primato del primo italiano e poter infrangere – all’aperto - il muro dei 45”00. Ritieni possibile già da questa estate avvicinare questo traguardo? Per prima cosa questa estate penserò ad abbattere il muro dei 46”00 visto che di personale outdoor ho 47”10 fatto nel 2007 e poi cercherò di avvicinarmi il più possibile ai 45”00. Un passo per volta vedremo che accadrà, io e il prof. Pegoraro siamo fiduciosi. Per quanto riguarda il muro dei 45”00 sinceramente non ci penso, quelle sono solo statistiche e con le statistiche non si va da nessuna parte. Penso che Claudio sarà il primo, forse già quest anno, ha molta più esperienza di me e i 400 li fa da sempre. Io fino a 6 mesi fa correvo i 200 quindi mi manca ancora molto lavoro e non dimentichiamo che ho ancora 20 anni, c è tempo e non ho nessuna fretta.

Dopo questa medaglia le ambizioni della nazionale sono quelle di portare ai mondiali una 4x400 competitiva. Il gruppo dei 400sti azzurri si sente pronto ad accettare questa sfida? Assolutamente si, adesso sappiamo cosa valiamo veramente. Ovviamente outdoor è completamente un'altra cosa e quindi il nostro obbiettivo è di riconfermarci tra i primi in Europa e di raggiungere la finale ai Mondiali di Berlino. Abbiamo già stilato con Riccardo Pisani, responsabile della staffetta, il percorso che faremo questa estate per raggiungere Berlino il più in forma possibile.

Grazie Matteo a presto. Grazie a voi!!

Emanuele Di Gregorio "Bronzo" agli Euroindoor

Cari amici, è con grande piacere che porto alla vostra attenzione questa bellissima intervista che Emanuele Di Gregorio ci ha rilasciato.

E' un piacere che voglio condividere con voi perchè come me - ne sono sicuro - riuscirete ad apprezzare la semplicità e la genuinità del nostro forte sprinter.

Castellammare del Golfo (Trapani) è ancora in festa per il siciliano più veloce d’ Europa.

A vederlo sembra una persona normale: Emanuele è alto 173 cm e pesa poco meno di 65 kg., ma al posto dei piedi ha la dinamite.

A partire dal 2004 il suo rendimento è stato compromesso da diversi acciacchi (tra cui un’operazione al menisco) che non gli hanno consentito di esprimere a pieno e con continuità il suo potenziale.

Ma adesso fortunatamente è tutto alle spalle.

Questa la sua progressione negli anni (100m-200m): 1996 (16) 10.8 ; 1997 (17) 10.9-22.39 ; 1998 (18) 10.5-22.43 ; 1999 (19) 10.62-21.59 ; 2000 (20) 10.48/10.36v-20.98 ; 2001 (21) 10.50-21.16/21.07v; 2002 (22) 10.46-20.94; 2003 (23) 10.42-21.03; 2004 (24) 22.03i.

Tornato all’atletica che conta, nel 2008, in una manciata di mesi ha guadagnato la convocazione olimpica inanellando una serie di risultati di ottimo valore.

Questo inverno ha poi deciso, insieme al suo tecnico Filippo Di Mulo, di preparare la stagione al coperto.

I risultati si sono visti subito: 6”64 alla prima uscita e poi miglioramenti e costanza passando – a suon di personali - dal 6”60 di Karlsruhe al fantascientifico 6”56 degli Euroindoor con annessa medaglia di bronzo.

Ciao Emanuele, innanzi tutto grazie a nome di tutti i lettori per aver raccolto il nostro invito e grazie per le indimenticabili emozioni che ci hai regalato. Grazie a voi per le attenzioni che mi dedicate, e per lo splendido ed interessante sito che avete creato per tutte le persone che come noi amano l’atletica.

Già dal 2008 hai dimostrato di avere una marcia in più rispetto al passato. Quali elementi di novità hai introdotto negli allenamenti? Innanzitutto devo un ringraziamento particolare al Prof.Filippo Di Mulo che ha saputo gestire i miei allenamenti nel miglior modo possibile evitandomi cosi altri traumi come successo in passato. Una delle differenze sostanziale negli allenamenti rispetto agli anni passati è stato l’incremento della forza in sala pesi con l’inserimento dello squat profondo al bilanciere libero e l’aumento degli allenamenti mirati alla frequenza raggiungendo come indice 5.60 sui 60mt in modo tale da poter correre i 60mt normali nel modo più decontratto possibile. Infine, cosa non meno importante, è stata la tranquillità sia dal punto di vista lavorativo che personale.

La tua impresa agli Euroindoor è stata ancor più importante in quanto è stata costruita interamente all’aperto, ovvero senza una struttura al coperto. Quanto e se il mal tempo secondo te ha condizionato la tua preparazione ? Il maltempo ha condizionato la mia preparazione sopratutto dal punto di vista fisico. La settimana prima del mio esordio ero a letto con una tonsillite, ma non per questo mi sono perso d’animo e negli unici due giorni che mi sono allenato prima della gara ho cercato di dare il meglio che potevo. Comunque mi sento più fortunato dei miei colleghi che si allenano al nord in quanto le temperature da noi non sono così rigide e sarebbe fantastico potere avere anche qui da noi a disposizione un impianto al coperto da sfruttare in condizioni meteorologiche poco favorevoli.

Di fatto questa è stata la tua prima medaglia di valore internazionale a livello assoluto. Come hai vissuto questo momento? Ci è voluto qualche giorno per concretizzare la gioia e la soddisfazione di aver conquistato questa medaglia e non ti nascondo che ancora oggi riesco a mala pena a capacitarmi della grande impresa che sono riuscito a realizzare.

Nei turni di qualificazione agli europei hai dimostrato una frizzantezza che esaltava chi, come me, ti guardava in televisione. Cosa ti passava per la testa quando il giudice ti ha chiamato ai posti nella batteria degli Euroindoor? In quel momento ho affrontato la batteria dicendo a me stesso: “Non buttare via tutto quello che hai costruito fino ad adesso, è la tua occasione!”

Quanto ha influito sul risultato ottenuto il fatto di giocare in casa e di godere così dell’entusiasmo di un pubblico “amico”? E’ stato fantastico. L’atmosfera che si percepiva, il tifo e l’acclamare il tuo nome da gente che non ti conosce, ha anch’esso fatto in modo di dare quel qualcosa in più per poter raggiungere questo prestigioso traguardo. Devo un grazie anche a loro.

La partenza della batteria è stata una fucilata, ma nella semifinale mi sei sembrato un po’ incartato (ovviamente relativamente). Dicci la verità: forte del tempo della batteria volevi strafare, vero? La batteria dal punto di vista mentale ed emotivo per me è stata più facile da affrontare rispetto alla semifinale in quanto, in semifinale mi sono lasciato prendere un po’ troppo dall’emozione sbagliando cosi qualcosa dal punto di vista tecnico.

In finale invece non hai sbagliato niente, hai fatto una gara da manuale rispettando tutti i tempi. Hai mai pensato di poter stabilire il record italiano? Sicuramente pensavo di poter fare quanto meno il mio personale, ma non di avvicinarmi così tanto al record italiano.

Adesso all’aperto la questione si fa molto interessante. Potresti essere uno dei pochi italiani a stabilizzare tempi al di sotto dei 10”20 e insieme a Fabio Cerutti e agli altri velocisti emergenti potresti trascinare la staffetta azzurra in una finale mondiale. Credi che questo possa essere un obiettivo raggiungibile? Certo sarebbe un altro sogno che si potrebbe realizzare sia per me che per gli altri miei compagni di nazionale, ma le esperienze vissute in questi anni mi hanno insegnato a parlare poco e a dimostrare tutto con i fatti.

Ci puoi metter a parte di qualche informazione più particolare relativa ai tuoi allenamenti?. Per esempio qual è la tua distanza preferita in allenamento e la tua qualità migliore? Non ho distanze preferite, tutto quello che mi si dice di fare faccio. Penso che la mia qualità migliore sia la frequenza.

Ci puoi citare un allenamento che più di altri ti è rimasto impresso? Dicembre 2008: 1x50mt + 2x60mt + 1x80mt + 1x150mt Tempi: 5’’47 – 6’’18 6’’31 – 7’’87 – 16’’44 (facile)

I nostri lettori sono avidi di informazioni. Mi sono divertito a ipotizzare i tuoi personali in allenamento (50 metri in 5”26, 60 in 6”13, 80 in 7”90). Se vuoi ci puoi dire, quali sono i tuoi personali sui 30, 60, 80, 150 e 300? 3’’34 30mt – 6’’18 60mt – 7’’87 80mt – 15’’05 150mt e 33’’85 300mt.

In gara giri come una trottola. E’ forse per questo che i tuoi amici più vicini ti hanno affibbiato il soprannome di “frullino”? C’hai azzeccato in pieno. Il soprannome frullino me lo diede nel 2000 un quattrocentista dell’aeronautica che allora vedendomi correre disse che le gambe giravano come un frullino.

Hai qualche riferimento sui 100 in rapida e sui 100 in ampia? Guarda per quanto riguarda quest’anno ancora non ho corso queste distanze quindi vi farò sapere al più presto.

Atleticamente nasci come duecentista. La velocità che hai adesso nelle gambe ti permetterebbe di diventare uno dei migliori duecentisti europei della imminente stagione all’aperto. Pensi di fare qualche puntatina seria su questa distanza? Sicuramente, nella stagione all’aperto che verrà correrò anche i duecento metri.

Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica. Gli direi che è uno sport fatto di molti sacrifici, limitazioni e rinunce ma anche da soddisfazioni che nessun’altro sport di squadra per quanto conosciuto possa essere, non può dare.

Grazie Emanale per il tempo che ci hai dedicato, a presto.

Foto di Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL

Claudio Licciardello: i miei 400

Claudio Licciardello è nato a Catania l' 11 gennaio del 1986. La sua prima vera competizione risale al 2001 quando ancora cadetto stabilì il primato regionale sui 300 coprendo la distanza in 36"50. In precedenza aveva provato con la pallanuoto e col calcio. Dalla Sal Catania, il suo primo club, passò poi da allievo alla Libertas Catania e prese ad allenarsi con Filippo Di Mulo. Nel 2005 ha ottenuto i primati under 23 sia indoor (47"56) che outdoor (46"47). Al meeting di Ginevra del 2006 compie il salto di qualità che lo porta ad aggiudicarsi la gara con in 45"59. Nell’inverno 2008, in occasione della coppa Europa Indoor, ha stabilito nuovamente il primato indoor con 46"57. Sempre nel 2008 in Agosto, in occasione della batteria di accesso alla semifinale dei Giochi della XXIX Olimpiade di Pechino, ha corso in 45"25 ha stabilito la seconda prestazione italiana di sempre. Chiuderà il 2008 come ventesimo atleta del mondo secondo le classifiche IAAF.

Redazione. Come hai iniziato a praticare l’atletica e quale è stata l’occasione che ti ha fatto capire che potevi realizzare qualcosa di bello? Licciardello: Innanzitutto saluto tutti voi caramente, rinnovandovi i miei complimenti per il lavoro che state svolgendo! Io iniziai, come tanti miei colleghi, con le scuole superiori. Qualche allenamento di calcetto, ed uno skip qua e là fecero vedere la mia propensione alla velocità al mio Prof. di educazione fisica, Filippo Polisano. Da lì, la prima gara della mia vita in cui corsi un 300 mt in occasione dei Regionali Sicilia: 36”5 e primato regionale. Non volevano darmi neanche il premio, ero un perfetto sconosciuto.

Redazione. In cosa riconosci i tuoi punti deboli e quali i tuoi punti di forza? Molti tuoi fan ritengono che tu possa infrangere il muro dei 45”00, cosa credi ti manchi per raggiungere questo obiettivo? Licciardello: Questa risposta la do con un pizzico di scaramanzia, perché essere il primo Italiano sotto il muro dei 45’’ mi onorerebbe a tal punto da poterlo considerare quasi un obiettivo di una carriera. Credo che la strada che abbiamo intrapreso, con il mio coach, da qualche anno sia quella giusta. Ho avuto dei progressi annualmente costanti, non contando l’anno di stop per infortunio, in cui avrei già potuto correre sui limiti di Pechino, ho sempre limato il Personal Best. Mi auguro di andare avanti così, senza pormi alcun limite. Credo che uno dei miei punti deboli sia proprio la fragilità fisica, devo sempre far attenzione con scrupolo alla mia integrità; se la perdessi un’ attimo di vista, rischierei l’infortunio. Un punto di forza che ho acquisito in questi anni? La testa.

Redazione. Qual è la molla motivazionale che ti spinge ad allenarti ogni giorno? Licciardello: Io mi reputo una persona fortunata. Il lavoro che svolgo non lo cambierei per niente al mondo. Allenamenti, amici, amici, allenamenti. Poi che in mezzo si inseriscano altri fattori come la fatica, le crisi, l’acido lattico, gli infortuni, non fanno cambiare quello che per me è puro divertimento. La chiave è questa

Redazione. Come vivi il giorno ed i momenti prima di una gara? Licciardello: Fino a qualche anno fa, per me già solo la parola GARA, faceva sì che nello stomaco cominciassero vibrazioni tali da terrorizzarmi. Adesso è diverso. La gara è consapevolezza! La gara non è altro che un momento più o meno lungo in cui confrontarsi con altra gente che ha fatto sacrifici almeno quanto te. Mi dico: << Ti sei allenato talmente, che se un misero giretto di pista dovesse farti paura rispetto alla fatica che hai fatto, non sei nessuno!>>. Questo momento lo vivo sempre con sfida. Con me stesso più che con gli altri.

Redazione. Qualche rammarico che ci puoi confessare o qualche sogno nel cassetto di cui ci vuoi parlare? Licciardello: Qualche rammarico? Ancona 2007, Campionati italiani indoor. Gara accesissima, Claudio vs Andrea. Vince Andrea.

Redazione. Parlaci del rapporto col tuo allenatore e con i tuoi compagni di allenamento Licciardello: Anche su questo frangente mi reputo estremamente fortunato. Pensate…ad un ragazzino di 16 anni che decide di fare atletica, si trova bene con la velocità e senza cercare troppo si ritrova in un gruppo con il Prof. Filippo Di Mulo come allenatore, ed Alessandro Cavallaro, Domenico Rao, Francesco Scuderi, Anita Pistone e Rosario La Mastra come compagni di fatiche. Beh che ne dite? Persone fantastiche, con cui ci si può confidare, oltre che confrontare. Senza contare che il gruppo adesso si è ulteriormente esteso con l’arrivo di Emanuele Di Gregorio e Federico Dell’Aquila.

Redazione. Come le gambe, anche la mente va allenata in maniera adeguata. Tu come gestisci questo aspetto? Licciardello: Come dicevo poc’anzi, la mente è un’ aspetto molto importante, soprattutto nell’approccio alle gare. Stimola la determinazione e la foga agonistica, aspetti caratteristici di un’atleta che VUOLE vincere. Spesso può aiutare la musica, spesso il silenzio.

Redazione. Qual è il tuo allenamento preferito? C’è una distanza non olimpica che ti piacerebbe correre in gara ? Licciardello: Mi piacciono moltissimo i 300 m , ma raramente capita di correrli al 100%. Quelle rare volte, me le godo come se fossero delle vere e proprie gare.

Redazione. La tua qualità migliore ed il tuo peggior difetto ? Licciardello: Mi sento di avere tanti difetti, dalla presunzione alla testardaggine. Mentre per le qualità, poche ma buone. Carattere, determinazione, cuore.

Redazione. La gara che ti è rimasta nel cuore. Licciardello: Annecy, Coppa Europa 2008; Pechino,Olimpiadi 08, Batterie. E’ facile capire del perché, con tante gare fatte , ne abbia scelte due del 2008. Questo credo sia stato l’anno della consacrazione ad alto livello per me, quindi lo porterò sempre nel cuore. In particolare quelle due gare hanno significato molto per me. La prima, la coppa Europa, manifestazione che adoro, la tengo nel cuore per l’emozione nel risentire la cronaca del caro amico Franco Bragagna nel commentare i miei ultimi 80 m. Mentre la gara di Pechino mi ricorderà sempre tutto il percorso di allenamenti svolti da Marzo, compresa la rinuncia ai Mondiali Indoor di Valencia, da dove mi arrivarono una valanga di critiche, che poi con orgoglio andrò a smentire il 18 d’Agosto, dove in quella splendida struttura del National Stadium ho corso il personale attuale. 45”25.

Redazione. Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica? Licciardello: Gli direi che l’atletica è uno sport sano, dove è possibile conoscere tanti amici con cui confrontarsi e divertirsi. Gli consiglierei di prenderla come un gioco per stare all’aria aperta. Non gli parlerei mai di agonismo.