"Mimmo" Rao: un oro europeo

Domenico “Mimmo” Rao è nato a Catania l’11 giugno 1977. E' alto 180 cm per 76 kg. di peso. Si allena a Catania, presso il gli impianti del Cus Catania, sotto la guida attenta del prof. Filippo Di Mulo.

E' stato uno dei coprotagonisti che a Torino, in occasione dei recenti Euroindoor, ha regalato all' Italia un sogno tutto d'oro.

Con Jacopo Marin, Matteo Galvan e Claudio Licciardello, nella storica staffetta del miglio, porta l'oro a casa nella giornata finale degli europei di atletica indoor di Torino.

Quella che segue è una intervista che mi ha molto colpito per la dovizia di particolarie ma anche e sopratutto per l'entusiasmo di Mimmo, che in modo tangibile, si riesce a percepire e ad emozionare.

Buona lettura.

Ciao Mimmo, ben trovato. Innanzi tutto complimenti per questa bella medaglia. Grazie mille.

Raccontaci un po' come è andata: il piazzamento agli assoluti, la convocazione, l'attesa per la gara, il riscaldamento e la finale. Per quanto riguarda gli Assoluti di Torino penso di aver svolto pienamente il mio compito, non ho voluto rischiare nulla, per questo sia in batteria che in finale ho fatto 2 gare accorte senza rischiare il passaggio forte. Il mio compito era entrare fra i primi 4 e così è stato.

Mi è dispiaciuto solo il fatto di aver dovuto sprecare troppo in batteria, penalizzando il tempo della finale, ma non potevo fare altrimenti con Galvan, Cavallaro…...etc e fino a quando ad un Campionato Italiano Indoor si da la possibilità di iscriversi con i tempi all’aperto si andrà sempre incontro a batterie squilibrate. Immediatamente dopo la finale ho ricevuto la certezza della convocazione, ho passato 1 settimana tranquilla a casa, poi subito a Torino con gli altri ragazzi della 4x400.

Sin dal primo giorno in cui abbiamo cominciato a provare i cambi, ho avvertito parecchia determinazione in tutti, e non il classico “appagamento da convocazione”. Sapevamo che potevamo fare bene, e l’enorme affiatamento che abbiamo trovato sia in campo che fuori ci ha aiutato parecchio.

Ho vissuto 2 giorni di gara dagli spalti, ho gioito ed assaporato l’inno Italiano grazie a Fabrizio Donato, ed emozionato “da infarto” nel vedere l’argento di Claudio (molto più rilassante gareggiare che vedere un amico giocarsi una medaglia importante). Ma il 3°giorno toccava a me, mi sono gustato momento per momento di quella giornata, ve la potrei raccontare in maniera dettagliata ma penso che vi annoiereiJ , so solo che durante il riscaldamento mi sentivo bene e l’adrenalina cominciava a salire.

Si è avvicinato a me il Prof. Di Mulo dicendomi:” Mi raccomando dai il testimone a Claudio in posizione ottimale che vi giocate il Bronzo”.

Ed io gli risposi:”Prof. deve essere Oro”. Poi l’entrata in Call Room e successivamente in campo, il pubblico che urlava a squarciagola, si respirava un atmosfera stranissima, un tifo da stadio che non si è mai sentito così forte in tutto l’europeo. In quel momento sapevo che una cosa del genere in casa non mi sarebbe mai più successa in carriera,e quindi andava sfruttata al meglio.

Parte la gara, Jacopo riesce a tener testa fino alla fine a gente da “finale” come l’inglese Buck, poi Galvan che “di slancioooo” supera 2 avversari, “un fenomeno” , mi da il testimone sono stato bravo a non voler subito chiudere il distacco con il russo e l’inglese, non volevo andare incontro ad imbarcate di acido lattico che potevano compromettere il finale, il pubblico straordinario, mi ha spinto fino alla fine, 46”87 elettrico in frazione e parte Claudio….. mi abbasso i primi 200m per recuperare dallo sforzo, alzo lo sguardo e vedo passare Claudio 3°, ma io lo conosco bene, ho notato subito che ancora ne aveva di birra da vendere e così è stato.

Il Russo e l’Inglese si sono ammazzati le gambe con quel passaggio folle a 21”40 e con un “Licciardello in rimonta” non si scherza, ha avuto pure il tempo di giocare guardandosi a destra e sinistra, non ci sono veramente parole per descrivere quello che ha fatto. Italia CAMPIONE D’EUROPA nella 4x400m, mai successo, l’Oval ormai era diventata una bolgia ed io mi sono goduto il giro d’onore con la bandiera al collo che da tanto tempo sognavo.

Adesso come ci si sente con una medaglia così pesante al collo? Da parte mia mi sento finalmente realizzato, ho dato un senso a 15 anni di attività e di sacrifici fatti in campo e fuori, infortuni etc adesso voglio godermi in pieno questo momento penso che me lo sia meritato.

Ti aspettavi una stagione indoor cosi' ricca di soddisfazioni e di emozioni? Sì, 15 giorni prima della gara di Vienna con Claudio abbiamo fatto un test con esito parecchio positivo e gli dissi subito:” a Torino in camera insieme”?

Come vivi questo periodo post Europeo in funzione delle gare all'aperto? Già ho messo da parte tutti i festeggiamenti ed ho voltato pagina, com’è giusto che sia. L’Atletica se non lavori non ti regala niente, sono già in raduno a Formia e con tanta carica in più che mi ha dato questa medaglia.

Oltre ovviamente a quella degli Euroindoor, c'è una gara che ti è rimasta nel cuore in cui hai sorpreso te stesso con un tempo che non ti aspettavi? Penso il 47”20 indoor che ho fatto a Torino nel 2003 con un tendine già a pezzi.

Quali sono gli obiettivi che vorresti raggiungere? Dall’alto dei miei 31 anni non posso programmare a lungo termine quindi è giunta l’ora di raccogliere, mi piacerebbe essere presente ad ogni grosso appuntamento da qua ai prossimi 2 anni, Coppa Europa, Berlino, Mondiali Indoor, Europei di Barcellona….. mi sono segnato tutto, lavoro per questo, come ha dimostrato il grande Fabrizio Mori è l’età della maturazione…… Londra 2012?? È dura, ma io ci provo J

Come vivi il giorno ed i momenti prima di una gara? Ormai è sempre lo stesso, ti alzi dal letto e pensi:” ma con tutti questi dolori,dove devo andare oggi?” invece ormai ho imparato a gestire anche questo, fa parte della psicologia dell’atleta, individuare tutte le problematiche fisiche giusto il giorno della gara J. Guarda caso tutti quel giorno si sentono le gambe pesanti…… film già visti. Io penso alla gara solo al momento del riscaldamento, se ho lavorato bene, devo solo dimostrarlo,per questo negli ultimi anni ho un rendimento molto continuo.

In cosa riconosci i tuoi punti deboli e quali sono i tuoi punti di forza? Non ho un tipo di corsa elastica e uso poco i piedi, per il resto mi reputo abbastanza completo parecchio veloce, e con un ottima resistenza di base…… peccato veramente per quei piedi, colpa del mio 1° allenatore A.C…. mi considerava un mezzofondista, ha sbagliato tutto con me.

Quale deve essere secondo te la qualità che assolutamente non deve mancare ad un quattrocentista? La facilità di corsa a ritmi sostenuti e il saper soffrire in allenamento.

Qual è il tuo allenamento preferito? C’è una distanza non olimpica che ti piacerebbe correre in gara ? Amo la resistenza alla velocità, perché piano piano con Il prof. Di Mulo stiamo riuscendo ad estrapolare il velocista che c’è in me, e quindi ogni volta che corro distanze brevi mi miglioro sempre. In gara le distanze non olimpiche non mi attraggono, vorrei corre un 100m.

Ci puoi mettere a parte di un allenamento che più di altri ti è rimasto impresso? 3x500m rec’12’ 1’05” – 1’05” – 1’07”

Quali sono i tuoi personali in allenamento sui 100, 150, 200, 300 e 500? 10”01 – 15”26 – 20”84 – 32”9 – 1’02”

In vista delle gare all'aperto, quali sono gli allenamenti sui quali dedicherai maggiore attenzione? Sicuramente quelli che ti danno più indicazione sono quelli basati sulla ritmica del 400, cercare sempre in tutte le prove un ritmo che si avvicina molto a quello della gara.

Parlaci del rapporto col tuo allenatore e con i tuoi compagni di allenamento. Gli devo tanto al Prof.Di Mulo è riuscito più volte a sollevarmi da periodi veramente neri della mia carriera, lo stimo sia come persona che come allenatore, fuori e dentro il campo è una persona d’oro con cui ti puoi confidare a 360°. Il nostro gruppo è molto unito, ormai con molti come Anita, Alessandro ci conosciamo da una vita, con Claudio ormai condivido minuto per minuto tutti gli allenamenti, e spesso ci organizziamo per vederci fuori dal campo.

La medaglia agli Euroindoor è stato senza dubbio un buon viatico. All'aperto però sarà necessario correre a velocità medie più elevate. Credi ci siano i presupposti per una 4x400 competitiva ai prossimi mondiali? Io credo che dopo quest’oro tutto il movimento del 400ismo italiano sia stato stimolato. Con Claudio, Galvan che sta crescendo a vista d’occhio, Marin che a mio avviso ancora ha fatto vedere ben poco rispetto alle sue potenzialità, un rientrante Barberi e mettiamoci pure la mia esperienza J si può veramente pensare di fare le cose in grande.

Cambiamo argomento per parlare del rapporto con i media. Credi che gli spazi concessi all'atletica da tv e stampa siano sufficienti? Assolutamente no.

Cosa si potrebbe fare? È un discorso abbastanza complesso, è un problema che parte da lontano, dalla cultura sportiva dell’italiano medio che prevede solo ed esclusivamente Calcio. Magari si potrebbe cominciare a mettere durante gli intervalli delle partite qualche gara di atletica.

Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica? Che l’ultima volta che mi sono visto io correre mi sono messo a piangere e per riuscire a provare anche lui certe emozioni dovrebbe quantomeno provarci con qualche sprint.

Grazie "Mimmuzzo" per tutte le belle cose che ci hai raccontato a presto e sopratutto buona velocità.

Foto di Giancarlo Colombo per Omega/FIDAL