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Tutta la preparazione di un velocista (G.Tomasicchio), con video, commenti, spiegazione e condivisione della metodologia del training ! Vedi
Claudio Licciardello: i miei 400 Stampa E-mail
Scritto da Noivelocisti   
Domenica 28 Dicembre 2008 15:45

Claudio Licciardello è nato a Catania l' 11 gennaio del 1986. La sua prima vera competizione risale al 2001 quando ancora cadetto stabilì il primato regionale sui 300 coprendo la distanza in 36"50. In precedenza aveva provato con la pallanuoto e col calcio. Dalla Sal Catania, il suo primo club, passò poi da allievo alla Libertas Catania e prese ad allenarsi con Filippo Di Mulo. Nel 2005 ha ottenuto i primati under 23 sia indoor (47"56) che outdoor (46"47). Al meeting di Ginevra del 2006 compie il salto di qualità che lo porta ad aggiudicarsi la gara con in 45"59. Nell’inverno 2008, in occasione della coppa Europa Indoor, ha stabilito nuovamente il primato indoor con 46"57. Sempre nel 2008 in Agosto, in occasione della batteria di accesso alla semifinale dei Giochi della XXIX Olimpiade di Pechino, ha corso in 45"25 ha stabilito la seconda prestazione italiana di sempre. Chiuderà il 2008 come ventesimo atleta del mondo secondo le classifiche IAAF.

Redazione. Come hai iniziato a praticare l’atletica e quale è stata l’occasione che ti ha fatto capire che potevi realizzare qualcosa di bello? Licciardello: Innanzitutto saluto tutti voi caramente, rinnovandovi i miei complimenti per il lavoro che state svolgendo! Io iniziai, come tanti miei colleghi, con le scuole superiori. Qualche allenamento di calcetto, ed uno skip qua e là fecero vedere la mia propensione alla velocità al mio Prof. di educazione fisica, Filippo Polisano. Da lì, la prima gara della mia vita in cui corsi un 300 mt in occasione dei Regionali Sicilia: 36”5 e primato regionale. Non volevano darmi neanche il premio, ero un perfetto sconosciuto.

Redazione. In cosa riconosci i tuoi punti deboli e quali i tuoi punti di forza? Molti tuoi fan ritengono che tu possa infrangere il muro dei 45”00, cosa credi ti manchi per raggiungere questo obiettivo? Licciardello: Questa risposta la do con un pizzico di scaramanzia, perché essere il primo Italiano sotto il muro dei 45’’ mi onorerebbe a tal punto da poterlo considerare quasi un obiettivo di una carriera. Credo che la strada che abbiamo intrapreso, con il mio coach, da qualche anno sia quella giusta. Ho avuto dei progressi annualmente costanti, non contando l’anno di stop per infortunio, in cui avrei già potuto correre sui limiti di Pechino, ho sempre limato il Personal Best. Mi auguro di andare avanti così, senza pormi alcun limite. Credo che uno dei miei punti deboli sia proprio la fragilità fisica, devo sempre far attenzione con scrupolo alla mia integrità; se la perdessi un’ attimo di vista, rischierei l’infortunio. Un punto di forza che ho acquisito in questi anni? La testa.

Redazione. Qual è la molla motivazionale che ti spinge ad allenarti ogni giorno? Licciardello: Io mi reputo una persona fortunata. Il lavoro che svolgo non lo cambierei per niente al mondo. Allenamenti, amici, amici, allenamenti. Poi che in mezzo si inseriscano altri fattori come la fatica, le crisi, l’acido lattico, gli infortuni, non fanno cambiare quello che per me è puro divertimento. La chiave è questa

Redazione. Come vivi il giorno ed i momenti prima di una gara? Licciardello: Fino a qualche anno fa, per me già solo la parola GARA, faceva sì che nello stomaco cominciassero vibrazioni tali da terrorizzarmi. Adesso è diverso. La gara è consapevolezza! La gara non è altro che un momento più o meno lungo in cui confrontarsi con altra gente che ha fatto sacrifici almeno quanto te. Mi dico: << Ti sei allenato talmente, che se un misero giretto di pista dovesse farti paura rispetto alla fatica che hai fatto, non sei nessuno!>>. Questo momento lo vivo sempre con sfida. Con me stesso più che con gli altri.

Redazione. Qualche rammarico che ci puoi confessare o qualche sogno nel cassetto di cui ci vuoi parlare? Licciardello: Qualche rammarico? Ancona 2007, Campionati italiani indoor. Gara accesissima, Claudio vs Andrea. Vince Andrea.

Redazione. Parlaci del rapporto col tuo allenatore e con i tuoi compagni di allenamento Licciardello: Anche su questo frangente mi reputo estremamente fortunato. Pensate…ad un ragazzino di 16 anni che decide di fare atletica, si trova bene con la velocità e senza cercare troppo si ritrova in un gruppo con il Prof. Filippo Di Mulo come allenatore, ed Alessandro Cavallaro, Domenico Rao, Francesco Scuderi, Anita Pistone e Rosario La Mastra come compagni di fatiche. Beh che ne dite? Persone fantastiche, con cui ci si può confidare, oltre che confrontare. Senza contare che il gruppo adesso si è ulteriormente esteso con l’arrivo di Emanuele Di Gregorio e Federico Dell’Aquila.

Redazione. Come le gambe, anche la mente va allenata in maniera adeguata. Tu come gestisci questo aspetto? Licciardello: Come dicevo poc’anzi, la mente è un’ aspetto molto importante, soprattutto nell’approccio alle gare. Stimola la determinazione e la foga agonistica, aspetti caratteristici di un’atleta che VUOLE vincere. Spesso può aiutare la musica, spesso il silenzio.

Redazione. Qual è il tuo allenamento preferito? C’è una distanza non olimpica che ti piacerebbe correre in gara ? Licciardello: Mi piacciono moltissimo i 300 m , ma raramente capita di correrli al 100%. Quelle rare volte, me le godo come se fossero delle vere e proprie gare.

Redazione. La tua qualità migliore ed il tuo peggior difetto ? Licciardello: Mi sento di avere tanti difetti, dalla presunzione alla testardaggine. Mentre per le qualità, poche ma buone. Carattere, determinazione, cuore.

Redazione. La gara che ti è rimasta nel cuore. Licciardello: Annecy, Coppa Europa 2008; Pechino,Olimpiadi 08, Batterie. E’ facile capire del perché, con tante gare fatte , ne abbia scelte due del 2008. Questo credo sia stato l’anno della consacrazione ad alto livello per me, quindi lo porterò sempre nel cuore. In particolare quelle due gare hanno significato molto per me. La prima, la coppa Europa, manifestazione che adoro, la tengo nel cuore per l’emozione nel risentire la cronaca del caro amico Franco Bragagna nel commentare i miei ultimi 80 m. Mentre la gara di Pechino mi ricorderà sempre tutto il percorso di allenamenti svolti da Marzo, compresa la rinuncia ai Mondiali Indoor di Valencia, da dove mi arrivarono una valanga di critiche, che poi con orgoglio andrò a smentire il 18 d’Agosto, dove in quella splendida struttura del National Stadium ho corso il personale attuale. 45”25.

Redazione. Un ragazzino ti ha visto correre in TV cosa gli diresti per convincerlo a fare atletica? Licciardello: Gli direi che l’atletica è uno sport sano, dove è possibile conoscere tanti amici con cui confrontarsi e divertirsi. Gli consiglierei di prenderla come un gioco per stare all’aria aperta. Non gli parlerei mai di agonismo.

 
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