I 400 mt: la specia­lizzazione Stampa E-mail
Scritto da Carlo Vittori   
Mercoledì 11 Febbraio 2009 15:40

Fascia d'inizio della specia­lizzazione alle corse veloci (16/17 anni)

All'entrata in questa fascia d'età si opera la prima scelta sulla base delle tendenze individuali.

Alcuni atleti si indirizzeranno alle specialità di velocità breve e prolunga­ta, altri a quelle di mezzofon­do e fondo.

Coloro che saranno avviati alle corse di velocità dovranno svolgere un'attività di allenamento e di competizione in tutte le spe­cialità previste dal program­ma (100/200/400 mt.) privi­legiando l'attività su quelle che si comprendono essere le specialità più congeniali, sen­za mortificare l'impegno nelle altre.

Il programma di allenamento viene articolato su due cicli, così costituiti:

1 ° CICLO

  • dal 20 settembre al 20 dicembre (preparazione)
  • dal 21 dicembre al 3 gennaio (riposo attivo o rigenerazione)
  • dal 4 gennaio al 28 febbraio (competizioni)
  • dal 1 marzo al 10 marzo (riposo attivo-rigenerazione)

2° CICLO

  • dall' 11 marzo al 10 maggio (preparazione)
  • quindi, a seguire, le competizio­ni estive, con il mese di ago­sto di riposo.

I compiti da svolgere e gli obiettivi da centrare con l'al­lenamento sono gli stessi per ciascun periodo preparatorio, giacché per una migliore ed ampia crescita delle capacità di un giovane, le cui spinte della crescita sono rapide e marcate, è determinante un riadeguamento dei contenuti del programma sulla scorta dei rilevamenti di tutte le capacità che incidono sulla prestazione cronometrica.

Le capacità da allenare sono:

a) la forza come espressione "esplosivo elastica", "esplosivo elastico-riflessa", tutte estremamente veloci.

b) la velocità, come capacità di accelerazione e di corsa lanciata.

c) la resistenza aerobica, come aspetto di potenza di tale processo da impegnare con prove di corsa continua, di corsa progressiva, e di prove frazionate su distanze comprese tra i 300 ed i 1000 metri.

d) la resistenza specifica o "lattacida", da allenare con prove di corsa su distanze comprese tra i 60 ed i 300 metri, da effettuare a velocità maggiori delle precedenti, con pause di recupero più ampie.

Gli allenamenti settimanali salgono a 4 con una durata ciascuno di 150 minuti circa.

In questa fascia, come si è potuto notare, il primo perio­do di riposo è stato inserito subito dopo la fase prepara­toria, per consentire ai giova­ni di rigenerarsi meglio dai più impegnativi allenamenti, prima delle competizioni.

Nel secondo ciclo la rigene­razione avviene nelle prima parte del periodo competitivo dedicata a gare secondarie durante le quali si svolgono soltanto allenamenti di rifinitura e non stressanti.

 

Fascia di specializzazione vera e propria.

Rappresenta il momento della scelta definitiva che porterà gli atleti o verso lo "sprint breve" o verso quello "pro­lungato" dei 400 m.

L'attività di questi secondi che è poi quella che ci interessa, si svolge su due cicli di alle­namento dai contenuti diver­si.

Inizia proprio qui la inversio­ne di tendenza metodologica che porterà verso un'attività di alta qualificazione, molto più sofisticata ed articolata.

Contrariamente a quanto si crede, purtroppo ancora come nel passato, è necessa­rio prevedere due cicli di lavoro preparatorio diversi nella articolazione degli obiettivi e dei compiti e nella natura dei mezzi scelti per raggiungerli.

Questo porta degli indubbi vantaggi, il primo dei quali riguarda una più concreta possibilità di intervenire per correggere, eventualmente l'indirizzo programmatico, prima che questo abbi creato danni. Il secondo si riferisce al fatto che allenamenti mirati ad un numero limitato di compiti, per un intero ciclo di tre mesi, permettono di influi­re più profondamente ed inci­sivamente sulle capacità cui sono rivolti.

La maggiore spe­cificità degli interventi è richiesta dalla più incisiva definizione che, a questa età, stanno già assumendo tutti i sistemi e sottosistemi dell'or­ganismo che non risponde­rebbero più con efficacia a sollecitazioni generiche e scarsamente individuate. Il terzo vantaggio scaturisce dal fatto che contenuti diversi di allenamento, nei due periodi, allontanano il pericolo deri­vante dalla ripetizione di due schemi e programmi di alle­namento simili, per le indoor e per le outdoor.

Questo com­porterebbe un danno per l'a­tleta che, invece di costruirsi le sue riserve le esaurirebbe. Due cicli differenziati che favoriscano, ciascuno, inter­venti su un limitato numero di capacità diverse, permette­rebbero una più efficace e consistente azione di stimolo, con l'effetto di più grandi miglioramenti.

Il primo periodo preparatorio dovrebbe contenere i mezzi per incidere sulle qualità costituenti il sostegno su cui inserire il successivo lavoro, più prettamente specifico. Una simile scelta conciliereb­be tutte le esigenze su espo­ste, ivi compresa quella del contraccolpo psicologico negativo sull'atleta, dovuto alla ripetizione di due piani di lavoro identici.

La scelta delle qualità di base da allenare cade, quindi, sul­la forza, nelle espressioni di forza "esplosivo-elastica" ed "esplosivo-elastico-riflessa, sulla resistenza, nel suo signi­ficato di "potenza aerobica" e dell'altra, agli antipodi del­la catena biochimica, di "resistenza alla velocità". In questa prima parte verrebbe­ro escluse la velocità e la "resistenza specifica" o "capacità lattacida", i cui mezzi verrebbero inseriti sol­tanto nel secondo periodo preparatorio quando la con­dizione dell'atleta è anche, in conseguenza delle indoor, a livelli sufficientemente elevati per svolgere con efficacia ed adeguatamente questo lavo­ro.

Questa strategia dovrebbe essere seguita ogni qual volta si decida di effettuare le indoor, giacché nulla toglie alla possibilità di ben compa­rire, ma non va ripetuta per molti anni e, quindi, alternata a cicli annuali di allenamento per favorire la rigenerazione dell'atleta dagli stress. La composizione dei due cicli potrebbe essere la seguente:

1 ° CICLO

  • dal 15 ottobre al 15 gennaio (preparazione)
  • dal 16 gennaio al 10 marzo (competizioni indoor)
  • dall' 11 marzo al 20 marzo (riposo)

2° CICLO

  • dal 21 marzo al 20 maggio (preparazione)
  • Si procede con tre settimane circa di gare secondarie, almeno 5/6, anche sui 200 metri.

Da questo momento l'atle­ta dovrebbe aver raggiunto una forma abbastanza eleva­ta ed essere in grado di dare grandi prestazioni.

Per la fascia d'età degli juniores (18/19 anni) le unità di allenamento settimanali dovrebbero salire a cinque, con i due giorni, conclusivi il microciclo, di riposo.

Questo concede un lasso di tempo sufficiente per un recupero migliore di quello che si avrebbe se i giorni di riposo venissero distanziati.

Superata questa età il nume­ro degli allenamenti settima­nali cresce fino a raggiunge­re le due unità giornaliere, da consigliare, nel solo perio­do preparatorio alle indoor, in quanto il lavoro è meno stressante sotto il profilo psi­co-nervoso.

Nel secondo periodo di preparazione alle outdoor le unità di allena­mento settimanali scendono fino ad 8, di cui 5 il pomerig­gio e tre il mattino.

I due periodi preparatori sono costituiti da 3 cicli ciascuno della durata, rispettivamente, di un mese e di 3 settimane. I primi sono composti da 20 giorni di lavoro e 10 di rigenerazione, gli altri da 12 giorni di carico e 9 di rigenerazione. Il lavoro di rigenerazione ha un volume ridotto fino al 30% di quello svolto in precedenza ed un contenuto diverso anche di qualità ed intensità.

 
You need to login or register to post comments.
Discuti questa news nel forum. (0 posts)